da animali a dei

libro con l’impegnativo sottotitolo “breve storia dell’umanità” racconta le tre rivoluzioni che hanno fatto di una scimmia non particolarmente forte la dominatrice del nostro pianeta – si parte dalla rivoluzione cognitiva, quando l’homo sapiens si affermò sulle altre scimmie e sui neanderthal grazie all’uso della conoscenza e della parola, con la scoperta cioè del mitico albero della conoscenza

interessante e provocatoria la tesi dell’autore secondo cui la successiva rivoluzione agricola è stata la più grande impostura della storia: il genere umano, addomesticato dal frumento, dovette scambiare la libera vita dei cacciatori/raccoglitori con la vita grana degli agricoltori, costretti a vivere legati alla terra, lavorando duro per mantenere oppressive élite

interessante la tesi secondo cui nella rivoluzione agricola si celano i semi del consumismo e del lavoro allenato, che ancora oggi obbligano le masse consumatrici a una vita di perenne insoddisfazione per l’impossibilità di raggiungere obiettivi di consumi opulenti sempre crescenti – stimolante anche la ricostruzione del ruolo delle religioni nell’organizzare gli stati, resi necessari dall’organizzazione del lavoro agricolo e dei relativi commerci

l’ultima rivoluzione è quella scientifica, esplosa in europa tra il ‘500 e il ‘700, che collegata all’imperialismo e al capitalismo, ha fatto sì che gli stati europei dominassero l’economia mondiale sino alla fine del ‘900

“Tuttavia, se consideriamo il punto di vista del gregge più che quello del pastore, è difficile negare che per la grande maggioranza degli animali domesticati la Rivoluzione agricola è stata una terribile catastrofe. Il loro “successo” nel senso evoluzionistico è stata pagato a un prezzo troppo caro. Il raro rinoceronte selvaggio sull’orlo dell’estinzione è molto più soddisfatto del vitello che passa la sua breve vita in un minuscolo box, a ingrassare per produrre gustose costolette. Il rinoceronte è meno contento per il fatto di essere tra gli ultimi della sua specie. Il successo numerico della specie dei vitelli è magra consolazione di fronte alle sofferenze che la specie deve sopportare individualmente.Tale discrepanza tra il successo evoluzionistico e la sofferenza individuale è probabilmente la lezione più importante che possiamo ricavare dalla Rivoluzione agricola.”

” La storia della trappola del lusso porta con sé una lezione importante. La ricerca che l’umanità ha sempre condotto per avere una vita più facile ha liberato forze di cambiamento immense che hanno trasformato il mondo in un modo che nessuno aveva immaginato o voluto. Nessuno ha progettato la Rivoluzione agricola o cercato la dipendenza dalla coltivazione dei cereali. Una serie di decisioni banali e contingenti, indirizzate principalmente a riempire un po’ di pance vuote e a guadagnare un po’ di sicurezza, ebbero l’effetto cumulativo di indurre gli antichi cacciatori-raccoglitori a passare i loro giorni a portare secchi d’acqua sotto il sole cocente.”

“L’evoluzione non bada né alla fame né alla sofferenza, ma solo a quante eliche del DNA riesce a replicare.”

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conclusione di un progetto a belgrado

ultima missione sui metadati a belgrado: il progetto si avvia alla chiusura, gli ultimi scambi di conoscenze ed esperienze – parliamo tanto di metadati e di data base, ma anche di censimento in etiopia, di software generalizzati e di politiche dello sviluppo di software statistico

belgrado ci accoglie ventosa, al solito qui si mangia troppo e la loro ospitalità è quasi imbarazzante – arrivo lunedì stanco, il giorno prima ho guidato 8 ore tra gli acquazzoni per rientrare a roma dal bel viaggio in puglia

siamo in quattro, uno nuovo per la città e due veterani che si muovono in scioltezza tra le stanze del sors e tra le strade della città – un filo di tristezza per la fine del progetto: è andato bene, dovremo trovare un modo per continuare a collaborare (in foto un moderato piatto serbo)

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la mappa del viaggio a matera e in salento

 

non vi ho più raccontato di lecce, delle sue bellezze di pietra bianca e dei suoi mari, magari vi farò vedere delle foto … intanto ecco la mappa del viaggio

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matera e le murge

approfittiamo del fatto che la scuola di a. fa il ponte lungo, ci prendiamo anche noi due giorni di ferie e organizziamo un viaggetto: destinazione matera e le puglie – primo giorno dedicato al viaggio e a matera

arriviamo a matera nel primo pomeriggio, ci dirigiamo verso i sassi e all’imbocco del sasso baresano lasciamo la macchina e prenotiamo la guida – il colpo d’occhio sui sassi affascina a. e non solo

la guida locale, un quarantino cresciuto nei sassi, è quasi analfabeta e ripete a memoria la lezione, intervallando le spiegazioni con perle di saggezza popolare: di sicuro originale! – quando si mette a magnificare la vita nei sassi, f. gli ricorda la mortalità infantile del 50% e lui si offende

bello il sasso caveoso, belle le chiese rupestri, bello il colpo d’occhio, ma troppi turisti e anche troppe trappole per turisti – è buio quando torniamo alla macchina e ci dirigiamo a martina franca dove arriviamo al b&b, che è perfettamente in linea: un locale a pietra viva, quasi scavato nella roccia e senza finestre

cena a mf (senza infamia e senza lode), si dorme e la mattina dopo alberobello e i suoi trulli – anche qui tanta gente, ufficio turistico chiuso (apre solo i giorni festivi … bleah!), belli i trulli e varie riflessioni su come viveva la gente fino a non troppi anni fa

pranzo con panino e salsiccia e poi a polignano a mare, a vedere il paese a strapiombo sul mare – poi altra tappa ad ostuni a vedere le stradine del paese bianco e a pagare la multa presa ad alberobello per un errore mio di distrazione nella tariffa oraria

nel giorno pugliese molti trulli e case bianche, terra rossa e ulivi, belle cattedrali e palazzi in tufo chiaro, strade con poca manutenzione e segnaletica scarsa, molti turisti e poche informazioni, macchine ovunque, anche dove è proibito, guidatori che corrono sempre molto al di là dei limiti

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Grande Numero [di Wislawa Szymborska]

Seidicente

Zabriskie Point [Michelangelo Antonioni] Zabriskie Point
[Michelangelo Antonioni]

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore mai perdonerebbe.
Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi su ogni atlante.
È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con orizzonte vero…

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cosa c’è dietro quegli occhi

sui cieli dell’arabia al rientro dal vietnam – in sedili vicini al mio salgono una famiglia con una bimba disabile e altri figli

lei avrà dieci anni, penso una lesione cerebrale, cammina male e non parla – dopo un poco inizia a piangere disperata ma quasi in silenzio, e continua anche se la mamma e le sorelle piccole provano a consolarla abbracciandola

a me vengono i lucciconi e devo smettere di mangiare: mi sento impotente come quando da bambino soffrivo dentro davanti alle grandi e piccole ingiustizie del mondo e le lacrime silenziose erano l’unica risposta possibile – penso alla storia della famiglia, alla loro lotta forse inutile per darle una vita degna

penso che forse vengono in italia per provare a curarla oppure sono solo in vacanza e giustamente la portano con loro – e penso alla fortuna che abbiamo noi sani, genitori di figli sani, che, invece di vivere felici la nostra fortuna, abbiamo anche la faccia di lamentarci continuamente di questa o quella stupida contrarietà

ma soprattutto penso alla bimba, ingabbiata in un corpo che non funziona bene, al suo dolore inconsolabile che non può spiegare e che nessuno può consolare, alla disperazione senza parole dietro quegli occhi

e anche oggi non trovo altra risposta che non siano lacrime rabbiose

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qui viet nam

giorni di lungo lavoro qui ad hanoi: dobbiamo impostare un rapporto con i colleghi, capire il contesto generale, avviare la collaborazione con l’agenzia italiana per la cooperazione e con l’ambasciata italiana, incontrare attori locali (ad esempio ministeri) e globali (unione europea) – in questo modo il tempo per vedere hanoi si riduce alla sera

il lavoro va bene: riusciamo a capirci con i locali, al di là delle difficoltà di lingua (la loro pronuncia è spesso difficilmente comprensibile per noi, e forse è vero anche il contrario), e la definizione dei settori di intervento è abbastanza rapida – anche con gli altri enti il rapporto viene avviato bene e iniziamo a capire le relazioni tra i diversi enti e anche i problemi, vecchi o potenziali, che esistono tra loro

cosa colpisce di hanoi? prima di tutto la commistione tra vecchio e nuovo, con il nuovo che sta avanzando, facendo temere che le vecchie case caratteristiche scompariranno del tutto davanti al trionfo dei grattacieli – poi l’inquinamento dell’aria, veramente fastidioso: la città è coperta in questi giorni da una cappa grigia (non c’è vento) e gli indicatori delle PM2.5 raggiunge i 179 (a roma siamo tra i 20 e i 45); interpellati i locali dicono che lo sviluppo economico è importante e non sembrano sensibili alle obiezioni sui costi futuri, sanitari e ambientali

altra caratteristica il traffico, un traffico ubiquo, debordante, invasivo: maree di motorini inquinanti occupano la città, strade, incroci, marciapiedi – nelle ore di punta la fiumana invade anche i marciapiedi (nel senso che corrono sui marciapiedi) e i pedoni devono affidarsi alla fortuna e al fatalismo orientale per sopravvivere

le persone sembrano mediamente soddisfatte, sorridenti, socievoli: salvo rari casi lo straniero viene trattato con una certa indifferenza – il cibo vietnamita è buono, saporito e leggero: superata la barriera linguistica, si riesce sempre a mangiare bene e a un buon prezzo

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