cammino 2018: roccasecca – cassino e bilancio

parto presto, scendendo dal paese vecchio a prendere la strada pedemontana – i primi km vanno via in scioltezza, alcuni chiacchierando con un pellegrino ottantenne di prato che cammina da solo alla mia stessa velocità … salute!

a piedimonte si inizia a salire decisamente, si passa per villa santa lucia, madonna delle grazie (l’ennesima del cammino) e finalmente si lascia l’asfalto per mulattiere e sentieri che salgono sul monte seguendo i percorsi fatti dai soldati polacchi nella seconda guerra mondiale – il panorama diventa bello, con la vista sulla valle del liri, i suoi paesi, i suoi campi e le sue fabbriche

finalmente appare l’abbazia che prendiamo da dietro, e arriviamo al cimitero polacco (mille ragazzi morti e sepolti lì!) e poi all’abbazia – faccio una visita veloce e poi cerco un modo di rientrare più veloce del bus delle 17 (sono le due e mezzo!)

per fortuna c’è un taxi che aspetta due coreani per le 15, gli propongo di condividere il mezzo anche con gli inglesi, arrivati nel frattempo – e così scendiamo in 5, il simpatico taxista fa deviazioni per far vedere bellezze turistiche e mi chiede di tradurre per gli stranieri

prendo così il treno per roma prima delle 4, e riuscirò a fare prima la agognata doccia

bilancio del cammino:

  • il cammino è molto ben organizzato e tracciato: in pochi anni sono riusciti a creare una comunità attiva che gestisce e condivide il percorso; nei prossimi anni mi farò sicuramente le prime tappe tra umbria e lazio
  • è finito troppo presto! iniziavo appena ad abituarmi e sto già tornando …
  • la camminata è sempre un modo piacevole di uscire dal quotidiano conquistando uno sguardo da esterno, sempre utile
  • il modello santiago (o francigena) si sta diffondendo e sempre più gente, italiani e stranieri, cammina per conoscere un paese e il suo territorio
  • ancora gliela faccio: porto a termine anche tappe lunghe e faticose senza eccessivi sforzi (grazie anche al recente calo di peso)
  • continua ad essere una delle mie vacanze preferite, mi piace, mi soddisfa e mi ricarica

… alla prossima!

(nella foto parte dell’elenco dei possedimenti della abbazia: l’elenco è stato inciso sulle porte in bronzo fuse nel 1066 a costantinopoli)

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cammino 2018: arpino – roccasecca

intanto bellissimo l’albergo il cavaliere di arpino: gentili, simpatici, ottima colazione e belle stanze! – bellissima anche l’acropoli di arpino, chiamata la civitavecchia: in alto a dominare la valle, mura dei volsci, un rarissimo arco a sesto acuto, quasi miceneo, la torre di cicerone … da visitare

nel cammino di oggi belle anche le gole della melfa, un canyon scavato da un fiume purtroppo ora deviato per produrre energia – le coste scoscese e selvagge sono bellissime e assolutamente rara è la possibilità di vederle senza macchine, in quanto la strada è ufficialmente chiusa al traffico

pensiero della giornata: mentre cammino cambio il passo per evitare di schiacciare un piccolo insetto – sogno che quell’insetto sopravviverà al cataclisma (nucleare o ecologico) scatenato dall’uomo e parteciperà alla creazione della nuova specie che dominerà il mondo quando noi non ci saremo più (non ho fumato niente, giuro)

mentre cammino per le gole mi raggiunge tommaso, il responsabile di questa tappa: mi chiede se mi serve qualcosa, mi dà informazioni sul mio b&b e mi dà appuntamento per le 6 per una visita guidata al paese con gli altri pellegrini: che organizzazione – ci vediamo alle 6 con anche gli altri camminatori e angelo ci porta a visitare la chiesa di caprile e quella del castello, raccontandoci tutta la storia relativa: un servizio impagabile!

mentre siamo in chiesa arriva infine il diluvio annunciato: bellissimo vederlo arrivare sulla pianura del liri – ceno con gli inglesi e poi devo scarpinare per rientrare al mio b&b un po’ fuori mano

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cammino 2018: casamari – arpino

la mattina esco dall’abbazia senza riuscire a incontrare l’introvabile frate economo: lascio i soldi al pellegrino olandese ben, con cui faccio anche colazione – cammino di nuovo da solo e sento tutta la differenza, dopo aver camminato in tre ieri

comunque l’ospitalità di casamari non è bella: se non si condividono i momenti dei pasti, diventa solo un ostello (anche scadente!) – in altri conventi si mangia insieme e il pasto è occasione di scambio, di comunicazione e comunità

nel cammino molto bella la cascata in paese a isola liri, impressionante come potenza – e molto bello il tratto di tre km a seguire il fiume/canale fibreno dove nuotano numerose paperelle col becco bianco (scopro su wikipedia che si tratta di folaghe)

la tappa di oggi è tranquilla fino agli ultimi 5km, quando bisogna superare una salita decisa e lunga – bello, dopo la salita, vedere arpino che si avvicina, con le sue costruzioni piene di storia

bello e accogliente l’albergo, a cena esco insieme alla coppia inglese (in effetti lui libico e lei svizzera e vivono a londra) e andiamo nel miglior ristorante (ottavo vizio): buono! – belle chiacchiere e rientriamo in albergo sotto la pioggia

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cammino 2018: collepardo – casamari

oggi cammino con valeria e davide (vedete i loro video su faccialibro!), la giovane coppia ciociara che sta facendo tutto il cammino da norcia – bello raccontarsi le vite con ragazzi dell’età dei miei figli grandi

la partenza è in salita per arrivare alla certosa di trisulti: purtroppo la bellissima abbazia è ora gestita da un privato che impone orari strani e chiede soldi anche solo per entrare – comunque è chiusa e tiriamo dritto, scendendo al fiume al ponte dei santi: nonostante la disponibilità di un ponte medievale e uno moderno, guadiamo a piedi nudi da veri pellegrini!

si risale verso civita e poi prendiamo una variante segnalata, ma non nella guida – la variante cambia completamente il profilo altimetrico (e quindi la durata!!) della tappa: invece di una comoda e noiosa strada asfaltata in discesa, ci si arrampica in montagna passando per bei boschi ma salendo ben oltre il limite che ci aspettavamo … variante da ben ponderare: la tappa si allunga decisamente in tempo e fatica!

riscendiamo alla fine sul vecchio tracciato e aumentiamo il ritmo per recuperare il tempo perduto – in una frazioncina una signora ci obbliga a fermarci a casa sua per un caffè e una ratafia: simpaticissima!

la camminata procede bene: si chiacchiera spesso e mantengo bene il ritmo dei trentenni: davide vola, ma valeria ha una velocità umana e non li rallento

arriviamo infine, inseguiti da nuvole nere e tuoni, all’abbazia di casamari, dove i ragazzi si fanno timbrare le credenziali e io prendo la mia camera in foresteria – baci e abbracci e ci lasciamo: mi aspetta la meritata doccia e le laudi gregoriane

seguo le laudi con un massiccio olandese che sta facendo tutto il cammino da solo: ha una specie di crisi mistica e confrontiamo sensazioni ed esperienze – le laudi nell’abbazia sono molto belle e mettono i brividi

prima di rientrare in clausura ( si chiude alle 21!) ceniamo con l’olandese nella trattoria di fronte, con un oste burbero che si diverte a fare sceneggiate – prezzo ridicolo, saluti e via a tifare per l’italvolley che schianta la slovenia

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cammino 2018: trevi – collepardo

si ripercorre in discesa la salitona di ieri, si attraversa l’aniene giovanetto e si sale decisamente nel bosco – dopo due salite decise, intervallate da una discesa alla fonte capodacqua, si arriva all’arco di trevi, bellissimo arco romano che segnava il confine tra due regioni duemila anni fa

una luuuunga discesa porta tra pratoni pieni di mucche e cavalli (e conseguenti mosche) a guarcino, famosa per le sue acque – mi fermo a mangiare prima di affrontare un’altra salitona che porta a vico

fa molto caldo, pensare che ho spostato la camminata a settembre per evitare il caldo di fine agosto … – una discesa finale mi porta a collepardo dove prendo alloggio al b&b maison dina, proprio nel carino centro storico del paese

a cena ri-incontro davide e valeria una simpatica coppia ciociara che sta facendo tutto il cammino da norcia: ci scambiamo informazioni e sogni a cena insieme, poi arrivano tre altri ciociari che sono tra i gestori del cammino – chiacchiere, aneddoti e prese in giro, annaffiate da abbondante vino locale, e poi tutti a nanna

(dimenticavo: cercate su facebook i video che valeria e davide caricano ogni giorno nel gruppo del cammino … spassosi!)

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cammino 2018: subiaco – trevi

parto da subiaco, dove arrivo sabato pomeriggio tardi – cena ai tre bruschettieri (piatti originali, attesa lunghissima) e poi a nanna

la mattina appena uscito mi aggiusto lo zaino e si rompe uno dei tiranti della spallina! temo che lo dovrò cambiare – raggiungo l’aniene e proseguo risalendo il fiume: bellissime le acque limpide e fresche

passo a visitare la bellissima cascata di trevi e poi risalgo fino a trevi – lungo la strada incontro tre coppie che stanno facendo il cammino, una inglese!

lungo la strada molta gente chiacchiera con i camminatori e un viperone mi attraversa la strada – faticoso l’arrivo in salita a trevi dove dormo proprio davanti alla rocca del castello caetani

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parigi e linked open statistics

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quattro giorni a parigi per una rete di ricerca europea sui linked open statistics data: i linked open data sono finalmente riconosciuti anche dalla comunità statistica come un modo valido di distribuire informazioni collegando il loro significato con la grande famiglia del web semantico

a parigi quindi si tengono una serie di riunioni e un hackaton dove decine di sviluppatori lavorano insieme per collegare tra loro dati statistici e renderli compatibili tra loro e disponibili agli utenti finali

parigi per i primi giorni si presenta con un clima estivo e bellissime giornate e le nuove sedi dell’insee brillano alla luce di settembre – a fianco agli incontri sui lod, riesco a vedere i colleghi francesi della cooperazione internazionale e a discutere di progetti comuni

le nuove sedi insee si trovano a montrouge, un sobborgo di case basse e viali alberati un tempo fuori città e ora inglobato nella metropoli: un bel quartiere dove deve essere bello vivere – come albergo ho scelto una interessante esperienza di alcune donne algerine che hanno aperto una struttura usando una serie di stanze che si affacciano su un cortile interno: la struttura (les coquelicots) è piacevole e accogliente, un pezzo di mediterraneo

ultimo giorno con le riunioni finali e un pranzo con gli amici serbi in visita all’insee – dopo tanti viaggi in paesi lontani, lavorare a parigi è davvero come stare dietro casa

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