beirut 2016

Jpegprima volta in libano! allungo la lista delle nazioni visitate – missione per impostare un progetto di cooperazione con il locale istituto di statistica

l’italia ha in corso in libano molti progetti di cooperazione e qui risiede anche la unità che si occupa della crisi siriana – la guerra vicina ha sovraccaricato il piccolo stato libanese (gli abitanti della puglia nella superficie della basilicata) di centinaia di migliaia di profughi

affascinante la storia del libano: terra di origine dei fenici, origine dei cartaginesi di annibale, terra di mercanti, marinai e monaci cristiani, terra di moschee e Jpegdi sette, oggetto di invasioni di ogni tipo e di tutte le religioni – terra con vicini pericolosi e violenti, sempre in bilico e capace di riprendersi, terra oggi di banche, grattacieli e negozi di lusso, al fianco di povertà inimmaginabili e campi per vecchi e nuovi profughi, terra di accoglienza, sempre e comunque

IMG_20160517_184421beirut è lì, su una delle poche lingue di terra piatta sul mare, aperta e indifesa, caotica, ricostruita come una saggia bella donna che sa rinnovarsi dopo ogni sconfitta – e i libanesi assomigliano a noi italiani: pieni di storia e cultura (alle riunioni di lavoro una valanga di PhD e di citazioni colte), disincantati e oppressi da una politica incomprensibile e da ottuse burocrazie, sempre curiosi di tutto e pronti a captare il nuovo, con donne forti, volitive e affascinanti

Jpeg

l’ultimo giorno l’esperienza più forte: una visita accompagnati in un campo palestinese: 40.000 persone ammassate in una superficie minuscola alle porte di beirut – nessuno può parlare di medio oriente se non è stato in un campo palestinese

Jpeg

il campo riproduce un micro-cosmo con tutte le funzioni di un mini-stato, in una claustrofobica imitazione di uno stato con tanto di perenni frizioni tra le fazioni palestinesi – fantastico il lavoro svolto dai volontari dell’unrwa che provano ad alleviare le spaventose condizioni di vita di profughi presenti in questo campo da più di 60 anni

Jpeg

bello vedere qualche segno di speranza, come l’asilo finanziato dalla cooperazione italiana, dove oltre ai disegni dei bambini, troviamo anche gli unici alberi piantati in tutto il campo

caravaggio experience

caravaggiobellissima mostra, un’occasione di apprezzare dettagli incredibili di opere che non si possono vedere “vicine” – le migliori opere del merisi  sono proiettate sulle pareti, raccolte secondo diversi criteri: particolarmente piacevoli gli studi sulla luce, fondamentale nell’opera dell’autore

peccato che non siano inseriti in qualche modo (magari sulla carta? oppure proiettati in un angolo?) anche i nomi delle opere, che vanno dunque riconosciute a parte (io ho usato ovviamente wikipedia) – comunque affascinanti le possibilità offerte da queste mostre “virtuali”, dove le opere non ci sono, ma sono analizzate e presentate sfruttando le meraviglie delle nuove tecnologie dell’immagine

le dolenti note vanno invece all’organizzazione del “palazzo“: sembra mezzo abbandonato, una mostra che dal sito sembra attiva è in allestimento, la segnaletica è quasi introvabile, i prezzi altini, la libreria è chiusa e non si sa se/quando riapre, c’è un’aria di abbandono e il personale è in gran parte annoiato e scortese – nella stessa mostra i posti a sedere sono assolutamente insufficienti e la gente è costretta a sedersi per terra …

controllando in rete scopro che l’azienda speciale palaexpo è commissariata da innocenzo cipolletta, vecchio manager di lungo corso buono per tutte le stagioni: evidentemente troppo occupato a sedere in una dozzina di consigli di amministrazione (vedi lista, evidentemente incompleta!) per occuparsi anche del palazzo delle esposizioni, struttura chiaramente al di fuori delle sue competenze … quando smetteremo di dare incarichi a vecchi tromboni, invece che attivare le nuove energie del paese?

 

i’m not a visionary / non sono un visionario

interesting ted talk by linus torvalds: his story of linux first steps is fascinating – in the second part linus talks about the difference between people, starting from the difference between developers and commercial: here the transcript

“What I’m trying to say is we are different. I’m not a people person; it’s not something I’m particularly proud of, but it’s part of me. And one of the things I really like about open source is it really allows different people to work together. We don’t have to like each other — and sometimes we really don’t like each other. Really — I mean, there are very, very heated arguments. But you can, actually, you can find things that — you don’t even agree to disagree,  it’s just that you’re interested in really different things.”

“And coming back to the point where I said earlier that I was afraid of commercial people taking advantage of your work,it turned out, and very quickly turned out, that those commercial people were lovely, lovely people. And they did all the things that I was not at all interested in doing, and they had completely different goals. And they used open source in ways that I just did not want to go. But because it was open source they could do it, and it actually works really beautifully together.”

And I actually think it works the same way. You need to have the people-people, the communicators,the “warm and friendly people who like (Laughter) really want to hug you and get you into the community. But that’s not everybody. And that’s not me. I care about the technology. There are people who care about the UI. I can’t do UI to save my life. I mean, if I was stranded on an island and the only way to get off that island was the make a pretty UI, I’d die there.”

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interessante intervento di Linus Torvalds a un Ted: la sua versione dei primi passi di Linux è affascinantenella seconda parte Linus parla della differenza tra i diversi tipi di persone, a partire dalla differenza tra sviluppatori e commerciali: qui la trascrizione
“Quello che sto cercando di dire è che siamo diversi. Io non sono una persona socievole; non è qualcosa di cui sono particolarmente fiero, ma è parte di me. E una delle cose che mi piace davvero dell’open-source è che permette davvero a persone diverse di lavorare insieme. Non è necessario che ci piacciamo – e a volte non ci piacciamo proprio. Davvero, voglio dire, ci sono grosse discussioni. Ma in realtà non si tratta nemmeno di accordo o disaccordo, è solo che siamo interessati a cose molto diverse.
Tornando al punto di prima, quando ho detto che avevo paura che i commerciali approfittassero del nostro lavoro, si è scoperto molto rapidamente che quei commerciali erano proprio belle persone. E hanno fatto tutte le cose che noi non eravamo affatto interessati a fare, avevano obiettivi completamente diversi. E hanno usato l’open-source in un modo che io non condividevo. Ma, dato che era open-source, potevano farlo, e in effetti funziona davvero splendidamente insieme.
E io in realtà penso che è necessario avere la gente-gente, i comunicatori, la gente calda e accogliente che vuole veramente abbracciarti (Risate) e coinvolgerti nella comunità. Ma questo non va bene per tutti. E soprattutto non va bene per me. A me interessa la tecnologia. Ad esempio ci sono persone che hanno a cuore l’interfaccia utente. Io non sopporto le interfacce utente. Voglio dire, se fossi bloccato su un’isola e l’unico modo per lasciare l’isola fosse sviluppare una bella interfaccia utente, morirei lì!”

 

confessioni

servillofilm di andò con il solito grande servillo – storia inverosimile di un g8 presieduto dal fmi (?) che invita un cantante (bono?) una scrittrice (rowling?) e un frate (servillo)

i “cattivi” stanno per attuare un piano segreto per affondare alcuni paesi (grecia?) quando la morte (omicidio o suicidio?) dell’onnipotente direttore del fmi fa saltare tutti gli equilibri

il frate, che ha confessato il direttore prima della morte, viene sospettato di conoscere il segreto e anche solo con la sua presenza spariglia i giochi, tra l’altro mostrando ai potenti una oscura formula matematica consegnargli dal morto

cosa piace: l’occasione riflettere sui destini delle nostre economie in mano a pochi uomini potenti, alcuni attori, servillo, la musica di piovani, la vena surreale, il parlare di etica

cosa non piace: una visione semplificata e complottista del mondo, le imprecisioni sul contesto (fmi che presiede il g8?), i troppi silenzi di servillo e le frasi cattolico/zen che gli si mettono in bocca, la incerta lentezza delle scene, le troppe citazioni di altri film, le disattenzioni sceniche (perché al funerale solo i politici hanno bisogno di auricolari per la traduzione? che lingua si parla?)

escila 2016

Jpeg

Jpeg

e anche quest’anno è arrivato il momento di “uscire” la moto! – batteria riattaccata dopo essere stata in carica in casa l’inverno, opportuno lavaggio per togliere la polvere e via!

fantastico fare la prima uscita accompagnando a. ad una festa, con le sue risate incontenibili ad ogni accelerata – mi ha comunicato tutta orgogliosa che adesso arriva bene con i piedi sulle pedane e così possiamo finalmente andare insieme in moto in autostrada

e guidare la moto è sempre un fantastico giocare, è andare a cavallo, è fare l’amore, è fare (infantile) rumore, gustare il rombo e la velocità, tornare ragazzi, annusare il mondo

terremoto friuli 1976

144470oggi sono quaranta anni dal terremoto in friuli – quando avvenne ero appena uscito dal gruppo scout, corsi a re-iscrivermi per poter partire volontario e dare una mano

a farla di majano come scout avevamo la responsabilità di gestire la tendopoli insieme all’esercito: in quanto scout più “anziano” (avevo venti anni) dovevo coordinare i lavori insieme al responsabile militare – sono stati giorni di lavoro duro, intensi e vissuti in tensione costante, tra continue scosse di assestamento

colpiva la dignità di quei contadini che spesso avevano perso tutto e trovavano comunque il modo di offrirci la grappa di mattina quando andavamo ad aiutarli a salvare i loro pochi averi nelle case crollate e ci ringraziavano con gentilezza quando gli servivamo il pranzo nel tendone-mensa

ricordo le case di campagna crollate, case spesso di povera gente, dove avevano perso tutto – ricordo il bellissimo slancio di solidarietà di centinaia di giovani, volontari e non, scout e vigili, non inquadrati e militari, tutti a lavorare insieme per aiutare il friuli a ripartire

fu la prima volta che feci il volontario, ero troppo piccolo all’alluvione di firenze, quando i nostri fratelli maggiori diventarono gli “angeli del fango” – ho poi avuto la fortuna di poterlo rifare in irpinia, in albania, nel modenese, tutte esperienze bellissime, tra le più forti della mia vita

nel viaggio di andata feci amicizia con due scout romane, elena ed anna – con anna diventai amico e molto più, il rapporto con lei fu fondamentale per la mia comprensione della donna, potrei dire che mi “educò” (ci educammo?!) alla conoscenza dell’altra metà del mondo