consacrazione dell’istante

Prova a pesare un pugno di sabbia,
e poi mezzo pugno, così leggero.
Tieni tra le dita solo qualche granello,
e il resto lascialo scorrere, mia mano clessidra.
Non lo fermi, il tempo, e quello che è successo
non puoi fare che non sia accaduto;
ma misura l’istante, la sua sfida
all’eterno. Il solo granello rimasto
fermo tra pelle e unghia:
l’adesso che dura e non si è perduto.

(di alida airaghi)

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beirut 2018 – ancora

ed ora a beirut per avviare le attività della componente it che coordino: accompagno tre colleghi per introdurli al paese, al progetto e alle attività – all’inizio ci si focalizza soprattutto sul sito web del locale istituto statistico, avviando le attività per metterli in grado di migliorarlo da soli

beirut è uguale, un poco più sporca, più frequenti le interruzioni di corrente, uno dei segnali che il milione e passa di profughi siriani stressa le fragili strutture della piccola nazione – mi trovo a fare da cicerone, ormai conosco abbastanza il posto, mi oriento e spiego i posti (una sera ho spiegato la strada al tassinaro!)

immancabile passeggiata sulla corniche, stavolta riusciamo di corsa a visitare anche il museo nazionale, recentemente migliorato da un bel progetto della cooperazione italiana – poi i soliti ristoranti libanesi, un paio di aperitivi trasformati in cena e tante camminate

una sera usciamo con il coordinatore libanese, che ci invita gentilmente a casa sua, presentandoci moglie e figlie nella sua bella casa (tre volte la nostra) – un’altra sera un piacevole aperitivo con la responsabile della cooperazione italiana, a parlare di italia, di civiltà mediterranee e di inefficienze varie

ah! stavolta compriamo una sim dati locale e usiamo il mio fantastico router per stare collegati! comodissimo soprattutto per girare in città senza perdersi, oltre che per continuare a farsi infastidire dalle mail di lavoro

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marcia della pace 2018

partenza all’alba con il pullman della cgil per una bella giornata con un gruppo di colleghi e con molti aggregati alla perugia – assisi

nonostante molte defezioni per la pioggia annunciata, la manifestazione è affollatissima: scolaresche, gruppi scout, sindacati, associazioni, gruppi di amici, sindaci con gonfaloni, vigili, donatori di sangue, una varietà che rappresenta la ricchezza dell’italia appassionata e attiva

anche i nostri figli si divertono con skate-board o pattini, percorrendo avanti e indietro il colorato corteo – la pioggia ci dà un po’ di fastidio all’inizio, poi ci grazia

bellissimo il clima del corteo, allegro e ridanciano, ma al tempo stesso compreso del momento difficile su molti temi – opportunità di contatti con varie persone che vediamo spesso ma non conosciamo

nel complesso una bellissima giornata che ci rimette in contatto con tanti italiani simili a noi – la foto che metto è una bella sintesi: sindaci, alcuni giovanissimi, che chiacchierano e camminano in mezzo a noi del corteo

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varsavia 2018: data architecture

appena rientrato dalla camminata benedettina, parto per varsavia per la riunione quasi-finale del progetto data architecture dell’unece che coordino quest’anno – parto da una roma bollente e arrivo in una varsavia fredda e ventosa: quasi venti gradi in meno!

la riunione si tiene al gus, il locale ufficio statistico, un grande ufficio davanti a un bellissimo parco – essere qui mi dà l’occasione per ripassare la storia del posto, specialmente i massacri avvenuti qui durante la seconda guerra mondiale: prima la disperata rivolta del ghetto, poi l’insurrezione della città contro i nazisti, con i russi che si fermano alle porte e assistono impassibili al massacro e alla distruzione della città

penso che eventi di questa portata, con centinaia di migliaia di morti, possano cambiare l’indole e l’atteggiamento verso la vita di un popolo – la città è stata tutta ricostruita, ma non si può non notare l’assoluta mancanza di edifici “antichi”, nonostante la fedeltà della ricostruzione

al solito si lavora tanto e l’unione di diverse culture e competenze garantisce un lavoro molto produttivo e creativo – in pochi giorni rivediamo tutta la documentazione prodotta e aggiungiamo contenuti fondamentali per il prodotto finale

le sere proviamo diversi ristoranti in diversi quartieri e riusciamo comunque a camminare in diverse parti della città, a partire dalla simpatica città vecchia (rifatta)

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cammino 2018: roccasecca – cassino e bilancio

parto presto, scendendo dal paese vecchio a prendere la strada pedemontana – i primi km vanno via in scioltezza, alcuni chiacchierando con un pellegrino ottantenne di prato che cammina da solo alla mia stessa velocità … salute!

a piedimonte si inizia a salire decisamente, si passa per villa santa lucia, madonna delle grazie (l’ennesima del cammino) e finalmente si lascia l’asfalto per mulattiere e sentieri che salgono sul monte seguendo i percorsi fatti dai soldati polacchi nella seconda guerra mondiale – il panorama diventa bello, con la vista sulla valle del liri, i suoi paesi, i suoi campi e le sue fabbriche

finalmente appare l’abbazia che prendiamo da dietro, e arriviamo al cimitero polacco (mille ragazzi morti e sepolti lì!) e poi all’abbazia – faccio una visita veloce e poi cerco un modo di rientrare più veloce del bus delle 17 (sono le due e mezzo!)

per fortuna c’è un taxi che aspetta due coreani per le 15, gli propongo di condividere il mezzo anche con gli inglesi, arrivati nel frattempo – e così scendiamo in 5, il simpatico taxista fa deviazioni per far vedere bellezze turistiche e mi chiede di tradurre per gli stranieri

prendo così il treno per roma prima delle 4, e riuscirò a fare prima la agognata doccia

bilancio del cammino:

  • il cammino è molto ben organizzato e tracciato: in pochi anni sono riusciti a creare una comunità attiva che gestisce e condivide il percorso; nei prossimi anni mi farò sicuramente le prime tappe tra umbria e lazio
  • è finito troppo presto! iniziavo appena ad abituarmi e sto già tornando …
  • la camminata è sempre un modo piacevole di uscire dal quotidiano conquistando uno sguardo da esterno, sempre utile
  • il modello santiago (o francigena) si sta diffondendo e sempre più gente, italiani e stranieri, cammina per conoscere un paese e il suo territorio
  • ancora gliela faccio: porto a termine anche tappe lunghe e faticose senza eccessivi sforzi (grazie anche al recente calo di peso)
  • continua ad essere una delle mie vacanze preferite, mi piace, mi soddisfa e mi ricarica

… alla prossima!

(nella foto parte dell’elenco dei possedimenti della abbazia: l’elenco è stato inciso sulle porte in bronzo fuse nel 1066 a costantinopoli)

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cammino 2018: arpino – roccasecca

intanto bellissimo l’albergo il cavaliere di arpino: gentili, simpatici, ottima colazione e belle stanze! – bellissima anche l’acropoli di arpino, chiamata la civitavecchia: in alto a dominare la valle, mura dei volsci, un rarissimo arco a sesto acuto, quasi miceneo, la torre di cicerone … da visitare

nel cammino di oggi belle anche le gole della melfa, un canyon scavato da un fiume purtroppo ora deviato per produrre energia – le coste scoscese e selvagge sono bellissime e assolutamente rara è la possibilità di vederle senza macchine, in quanto la strada è ufficialmente chiusa al traffico

pensiero della giornata: mentre cammino cambio il passo per evitare di schiacciare un piccolo insetto – sogno che quell’insetto sopravviverà al cataclisma (nucleare o ecologico) scatenato dall’uomo e parteciperà alla creazione della nuova specie che dominerà il mondo quando noi non ci saremo più (non ho fumato niente, giuro)

mentre cammino per le gole mi raggiunge tommaso, il responsabile di questa tappa: mi chiede se mi serve qualcosa, mi dà informazioni sul mio b&b e mi dà appuntamento per le 6 per una visita guidata al paese con gli altri pellegrini: che organizzazione – ci vediamo alle 6 con anche gli altri camminatori e angelo ci porta a visitare la chiesa di caprile e quella del castello, raccontandoci tutta la storia relativa: un servizio impagabile!

mentre siamo in chiesa arriva infine il diluvio annunciato: bellissimo vederlo arrivare sulla pianura del liri – ceno con gli inglesi e poi devo scarpinare per rientrare al mio b&b un po’ fuori mano

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cammino 2018: casamari – arpino

la mattina esco dall’abbazia senza riuscire a incontrare l’introvabile frate economo: lascio i soldi al pellegrino olandese ben, con cui faccio anche colazione – cammino di nuovo da solo e sento tutta la differenza, dopo aver camminato in tre ieri

comunque l’ospitalità di casamari non è bella: se non si condividono i momenti dei pasti, diventa solo un ostello (anche scadente!) – in altri conventi si mangia insieme e il pasto è occasione di scambio, di comunicazione e comunità

nel cammino molto bella la cascata in paese a isola liri, impressionante come potenza – e molto bello il tratto di tre km a seguire il fiume/canale fibreno dove nuotano numerose paperelle col becco bianco (scopro su wikipedia che si tratta di folaghe)

la tappa di oggi è tranquilla fino agli ultimi 5km, quando bisogna superare una salita decisa e lunga – bello, dopo la salita, vedere arpino che si avvicina, con le sue costruzioni piene di storia

bello e accogliente l’albergo, a cena esco insieme alla coppia inglese (in effetti lui libico e lei svizzera e vivono a londra) e andiamo nel miglior ristorante (ottavo vizio): buono! – belle chiacchiere e rientriamo in albergo sotto la pioggia

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