il bordo vertiginoso delle cose

mi piace molto la scrittura di gianrico carofiglio, magistrato e scrittore: una scrittura semplice, con innestate delle piccole gemme di stile, ma soprattutto una scrittura che mi fa “entrare” nei personaggi e vivere durante la lettura in quel mo(n)do sognante che mi danno solo i grandi libri

il romanzo racconta di uno scrittore in crisi che ritorna nella sua bari a ritrovare storie e radici del passato – lo scrittore gioca tra passato e presente mentre il protagonista ritrova, nel ricordo degli anni della sua formazione, le motivazioni profonde della sua esperienza

bel libro, che mi ha fatto riflettere molto sullo sviluppo delle nostre vite, sulla sua casualità e sulla necessità di non perdere il filo di quello che volevamo diventare, di quello che siamo e di quello che ancora possiamo fare

il titolo è ripreso dalla traduzione libera di un verso di browning:

Our interest’s on the dangerous edge of things.
The honest thief, the tender murderer,
The superstitious atheist, demirep… (tutta la poesia qui)

“… e quel primo giorno di scuola fu la sconvolgente rivelazione che il sesso esisteva nel mondo reale, non solo nelle pagine dei fumetti pornografici che di tanto in tanto ci passavano per le mani.”

“Se qualcuno mi avesse chiesto allora che cosa detestavo, credo che avrei risposto più o meno così: la mediocrità (era una parola che avevo imparato da poco e che mi piaceva molto usare), la prepotenza, il conformismo e il fascismo. Una impostazione, potremmo dire, alquanto generica. Anche se, a pensarci adesso, tutto sommato condivisibile.”

“Prima piangi piano, in silenzio, quasi a non voler disturbare. Poi più forte fino a quando non arrivano i singhiozzi e la pena disperata per la tua solitudine e il tuo fallimento e il tuo fare finta di niente e l’amore perduto e non più ritrovato, e tua madre e tuo padre che non hai mai conosciuto davvero e adesso è tardi e per tutta questa vita che ti è passata accanto e che non sei stato capace di vivere perché volevi soltanto raccontarla, e non sei stato capace di fare neanche quello.”

“Tutta questa vita che poi finisce, una mattina o una sera, normali come le altre. Finisce, e ti ritrovi ad averla sempre scansata. Finisce con le scintille che si disperdono nell’aria, senza accendere un fuoco e senza lasciare traccia.”

 

 

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riyadh 2019 – rieccoci

seconda missione dell’anno a riyadh in arabia saudita presso il locale istituto di statistica – questa volta un corso sulla qualità nella statistica ufficiale, corso sollecitato dai colleghi sauditi che ne hanno capito l’importanza

voliamo passando per beirut e arriviamo a riyadh in una delle giornate più calde dell’anno: previsti 33° di minima e 45° di massima – in effetti l’uscita dall’aeroporto è da shock

anche il primo giorno di corso iniziamo a parlare in una sala dove l’aria condizionata è rotta … io dopo poco mi abituo, ma sono i locali stessi a sollecitare lo spostamento in un’altra stanza dove si può sopravvivere – le sere riusciamo comunque a uscire e fare camminate (non troppo lunghe) su una delle poche strade di riyadh dove si possa camminare

una delle sere riusciamo ad andare alla vecchia capitale araba al-diriyah, che purtroppo non è visitabile nei mesi caldi – passeggiamo comunque nei giardini in mezzo alle fontane e ceniamo al najd village restaurant, un ristorante tradizionale dove siamo gli unici non-sauditi

un bellissimo risultato che otteniamo durante il corso è riuscire a “integrare” donne e uomini: con la scusa degli esercizi del corso, li spingiamo a un lavoro a gruppi misti, rompendo la rigida separazione che normalmente impera – risultato fantastico! i gruppi misti sono molto partecipati e tutti intervengono e si appassionano: durante gli esercizi non ci sono più facce annoiate o disattente …

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l’acustica perfetta

mi piace come scrive daria bignardi: storie dei nostri giorni, con protagonisti non necessariamente “buoni” o “cattivi”, un’attenzione non banale all’evoluzione delle loro vite, il giusto equilibrio tra lo sviluppo della trama e la descrizione degli stati d’animo interni – in questo libro il protagonista va a caccia della storia passata della moglie, misteriosamente scomparsa lasciando un messaggio di addio/arrivederci

il viaggio del protagonista alla scoperta del passato della donna diventa anche un viaggio interiore a rivisitare le radici del loro amore e in genere a reinterpretare il passato della coppia e di sé stessi – il protagonista si muove tra luoghi del passato e del presente, in mezzo alla quotidianità di famiglie diverse con le loro caratteristiche e i loro segreti

“«Ma non sei geloso?»

«Moltissimo. Ma ho bisogno che Klara sia felice. Non per altruismo, perché sto bene solo se sta bene lei, non ho scelta. E poi mi sono organizzato, lo sai anche tu, sto una pacchia qui. Con Mao, i miei polli, il bosco, i giornali, il vino buono. Il Momi. I miei libri. Non mi è andata male, non farei cambio con nessuno dei miei amici dell’università. Dei sette inseparabili che eravamo, due sono in galera, tre sono morti e uno è diventato sottosegretario, il più stronzo di tutti. Quello che sta meglio sono io.»”

“Lui parla poco, si occupa dei bambini, fa la spesa, cucina e la sera mi fa compagnia: sesso a parte, è una moglie ideale.”

“«Chi è felice ha ragione» dice Guelfo, citando Tolstoj. E io mi sono sempre protetto, arrangiato, ho deciso di volermi bene e stare bene, anche quando voleva dire chiudere gli occhi, schivare un problema, evitare un dubbio o un dolore. Ma non siamo tutti uguali. Non tutti sono capaci di agire così, se non glielo insegni da piccoli. E forse non è neanche del tutto giusto.”

 

 

 

 

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calabria 2019 – rientro, mappa e foto

 

 

rientrati tutti ok alla base: l’ultima sera ad acciaroli abbiamo fatto il bilancio del viaggio, molto positivo! lo scarso numero di partecipanti non ha rovinato la qualità del viaggio, il ridotto numero è stato compensato dalla maggiore “profondità” possibile – nonostante l’età che aumenta ogni anno (o forse a causa dell’età!?) questo viaggio si dimostra un momento prezioso dove ci si misura con i propri limiti, abbandonando sicurezze e rigidità per scommettere sulla strada

C’è solo la strada
su cui puoi contare
la strada è l’unica salvezza
c’è solo la voglia e il bisogno di uscire
di esporsi nella strada e nella piazza.

Perché il giudizio universale
non passa per le case
le case dove noi ci nascondiamo
bisogna ritornare nella strada
nella strada per conoscere chi siamo. (g. gaber)

ad acciaroli ci ha raggiunto a cena anche ezio e figlio, lì in vacanza – allego la mappa del mio viaggio: gli altri sono partiti (e rientrati) da benevento o da perugia e hanno fatto in più una tappa a reggio calabria e una notte a roccella jonica

il rientro è stato bello: 4 ore di moto da solo da acciaroli a roma – ogni volta che faccio queste sgroppate mi estranio completamente e quasi non riesco più a distinguere la realtà dalla fantasia, così quando arrivo non so se sono attivato o sto solo pensando/sognando di essere arrivato

ho raccolto un po’ di foto su un album che trovate a questo link

 

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calabria 2019 – dalla jonica al cilento

oggi 9 ore di moto, da capo rizzuto ad acciaroli: prima la famigerata 206 ionica, che oggi è tranquilla, a parte qualche pazzi che la percorre a 150kmh – a rossano una breve sosta al negozio della fabbrica di liquirizia amarelli, dove si trova liquirizia in tutte le confezioni e ricette possibili

si sale poi verso la salerno-reggio calabria, il passo di campotenese, dove a un restringimento per lavori incontriamo una carovana di motociclisti bulgari con bandiere e decorazioni varie sulle moto – usciamo a padula dall’autostrada, scendiamo verso policastro e poi scegliamo di fare la litoranea, bello il paesaggio, sconnessa e maltenuta la strada

per tutta la giornata il tempo si è tenuto nuvoloso, abbi fatto bene a fare una lun tappa, per conquistare una giornata di riposo venerdì – alla fine arriviamo stanchi ad acciaroli, una doccia, una cena e a letto

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calabria 2019 – relax

e dopo tanto girare, ci fermiamo un giorno a isola capo rizzuto e passiamo la giornata a provare le spiagge locali – bellissima e pulita la spiaggia grande, ridotta male e abbandonata quella ad est

l’acqua è bellissima e facciamo lunghi bagni, ma il paese è ridotto male: molte strade non asfaltate, i nomi delle strade scritti sui muri con le vernici, abusivismo e cascate di cemento ovunque, molte case cadenti, sporcizia dilagante, insomma un generale stato di abbandono e illegalità – parliamo con i locali che ci dicono che negli ultimi 15 anni hanno avuto 10 anni di commissari e tre giunte sciolte per infiltrazioni mafiose

il risultato è che si sta perdendo la ricchezza di un territorio un tempo bellissimo

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calabria 2019 – ricongiunzione

la mattina vado dal meccanico a tropea a ritirare la moto pago, rientro in albergo, preparo i bagagli e parto! – dopo qualche decina di km mi accorgo che perde ancora olio che mi cola anche sui pantaloni

ormai sono sulla strada delle “serre”, lontano da tutto, trovo per fortuna un meccanico di auto motociclista con il quale cerchiamo di capire l’origine della perdita … e ci accorgiamo che i paraolio non c’entrano un <bip> e che sono gli attacchi del radiatore dell’olio che si sono allentati: una bella stretta e tutto torna a posto

visito da solo la certosa di serra san bruno, veramente poco fruibile: il museo chiude due ore per pranzo, la certosa è di clausura e posso visitare solo santa maria del bosco, una chiesetta rifatta nel ‘700

ieri gli amici sono andati per vedere i bronzi di riace e il museo era chiuso, nonostante il sito pubblicizzi una apertura quotidiana … pessima gestione del turismo!! – dopo pranzo (un gelato) mi ricongiungo col gruppo e faccio in tempo a ri-salutare fabio che si dirige a nord

ci mettiamo in moto sulla 106 ionica, prendiamo la nostra razione quotidiana di pioggia e arriviamo a isola capo rizzuto, dove ci sistemiamo, facciamo una passeggiata prima di cena e una dopo la cena in albergo

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