L’ultima poesia di Rilke

Vieni tu, tu ultimo ravvisato,
Tu, insanabile dolore, intramato
ora nel corpo. Un tempo nello spirito,
ecco, in te, sono io ora calcinato;
il legno a lungo s’è opposto
della fiamma ad essere alleato,
che in te avvivi, ma ora
in te io brucio, ti sono a lato.
La mia dolcezza nel tuo furore
si fa furore non di qui, d’inferno.
Salii, nudo, puro, né progetti,
né futuro, sull’intrico
del rogo del dolore.
Certo di non poter comprare
scheggia di futuro per questo cuore,
che d’ogni provvista vuoto
qui si è fatto muto.
Sono ancora io, io che brucio
Ormai qui inconoscibile?
Non vi trascino ricordi.
O vita, vita. Esser-fuori.
E io in fiamme. Da Nessuno riconosciuto.

(scritta negli ultimi giorni di vita, ormai travolto dalla leucemia, cosciente del corpo che si disfa, bruciato dalla febbre, qui altre info)

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Non dimenticare mai – Never forget

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Homage to Ruth Dorfmann by Samuel Willenberg

“We entered the hut and proceeded to a little hut where a row of prisoners in white hairdressers’ smocks stood, each beside a small stool. I donned a smock which was hanging on the wall, pulled a pair of scissors from a crack between two boards, and stood like the other ‘hairdressers’, beside one of the available stools […]. Hundreds of women passes my way that day. Among them was a very lovely one about twenty years old […] Her name was Ruth Dorfmann, she said, and she has already graduated from high school. She was well aware of what awaited her, and kept it no secret from me. Her beautiful eyes displayed neither fear nor agony of any kind, only pain and boundless sadness.‘How long will I have to suffer?’ she asked. ‘Only a few moments,’ I answered. A heavy stone seemed to roll off her heart; tears welled up in our eyes, Suchomil of the SS passed by. We fell silent until he was gone; I continued cutting her long, silken hair. When I had finished, Ruth stood up from the stool and gave me one long, last look, as if saying goodbye to me and to a cruel, merciless world, and set out slowly in her final walk.”

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Teach your children

Oggi ho deciso di fermarmi per un attimo per ricordare uno dei musicisti che più ho amato per tanti anni: David Crosby

How To Teach Our Children Justice – PRINT Magazine

Per ricordarlo un disegno di Jeff Scher che illustra una versione online di “Teach your children” – rileggo il testo dopo anni e mi ritrovo per la prima volta tra gli “elders” …

ciao David, grazie!

You, who are on the road
Must have a code that you can live by
And so, become yourself
Because the past is just a goodbye
Teach your children well
Their father’s hell did slowly go by
And feed them on your dreams
The one they pick’s the one you’ll know by
Don’t you ever ask them, “Why?”
If they told you, you would cry
So just look at them and sigh
And know they love you
And you (Can you hear?) of tender years (And do you care?)
Can’t know the fears (And can you see?)
That your elders grew by (We must be free)
And so, please help (To teach your children)
Them with your youth (What you believe in)
They seek the truth (Make a world)
Before they can die (That we can live in)
And teach your parents well
Their children’s hell will slowly go by
And feed them on your dreams
The one they pick’s the one you’ll know by
Don’t you ever ask them, “Why?
If they told you, you will cry
So just look at them and sigh
And know they love you

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Tramonto

la poesia della bimba uccisa a Firenze dalla bomba organizzata da Messina Denaro

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Tendenze

Mi piacciono tutte le notizie che si sollevano dalla cronaca e dal chiacchericcio quotidiano e ci fanno alzare lo sguardo a tendenze di medio-lungo periodo importanti per noi, per la nostra specie e per il nostro futuro

Un esempio interessante viene da un sito che si occupa di pubblicare le piramidi per età delle diverse nazioni e di tutto il mondo: “per la prima volta ci sono meno bambini sotto i 5 anni che tra 5 e 10”   (“the world population is now over 8 billion but for the first time there are less children under 5 years old than between 5 and 10 as you can see on the underlying image”)

Questo vuol dire che la crescita della popolazione mondiale sta finalmente iniziando a rallentare, pur con tutte le differenze regionali – questo rallentamento rende più facile avviare a soluzione alcuni problemi della nostra epoca, come il consumo di risorse e la fame nel mondo

Interessante anche analizzare le piramidi di alcuni paesi: la demografia rende evidenti i problemi incontrati e le conseguenze sulla popolazione che durano per decenni – riporto ad esempio la piramide dell’Ucraina

Ma date anche un’occhiata alle proiezioni della popolazione per alcuni stati come Russia o Cina o dall’altra parte alla Nigeria

 

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dal Mar Morto a casa

Com un lungo giro in pulmino passiamo da Aqaba, che vediamo solo da fuori, e giriamo verso Nord per raggiungere il Mar Morto – la vicinanza dei quattro confini (Giordania, Arabia Saudita, Egitto e soprattutto Israele) stimola riflessioni e discussioni (tra di noi e con la guida Giordana) sui confini, sulla condivisione delle risorse, sulla ricchezza degli stati, sulle guerre, sulle differenze etniche etc … mi piace che A. segua con interesse e partecipi con idee originali

La strada scende scende e appare il mare, il punto più basso della terra, continuazione della Rift Valley, spaccatura della terra dove nacque l’uomo sapiens – l’evidenza del calo del livello dell’acqua è un indicatore impressionante del riscaldamento globale e della gestione senza futuro delle risorse naturali

Ci fermiamo in un albergo per ricchi americani, non ci sono altri modi di accedere al mare – facciamo il bagno in mare giocando con gli stranissimi effetti della salinità: impossibile nuotare a pancia in giù, difficile anche girarsi, attenzione all’acqua negli occhi – poi ci spalmiamo come bambini di fango di nuovo un bagno per lavarsi, una doccia e ripartiamo verso Amman per la cena finale e le 3 ore di sonno prima dell’aereo di ritorno

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Il deserto non deserto

Dopo Petra andiamo a sud e arriviamo al deserto del Wadi Rum, un luogo dove ci sono decine di “camp” che consentono di sperimentare il deserto – lasciamo il pullmino e veniamo recuperati da due pick-up che ci portano al nostro campo

Qui lasciamo i bagagli nel nostro “bungalow” e partiamo per una gita nel deserto sui pick-up – visitiamo diversi posti particolari con diverse formazioni rocciose mentre decine di pick-up si inseguono e si incrociano tra le numerose piste sulla sabbia

Appena il sole scende un poco inizia a fare freddo e gli ultimi tratti sono percorsi intabarrati con tutti i capi di vestiario disponibili – vediamo un bellissimo tramonto insieme ai turisti di decine di altri veicoli (anche qui una netta prevalenza di turisti italiani)

Dopo il giro in pick-up, cena al campo col “solito” menu giordano e una passeggiata sotto la luna quasi piena che rende il deserto visibile, ma purtroppo ci nasconde quasi tutte le stelle – stiamo comunque al buio a identificare le costellazioni e a raccontarne i personaggi mitologici (grande A.!)

La mattina mi sveglio per vedere i primi raggi di sole sul deserto e dopo colazione i “piccoli” vanno a fare la gita sul cammello (dromedario effettivamente) – poi i bagagli e via verso il mar morto

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Dal monte Nebo a Petra

Da Amman ci dirigiamo a Madaba, dove visitiamo il famoso mosaico della Terra Santa, una cartina della regione che risale a 1.500 anni fa – poi andiamo sul monte Nebo, dove secondo la Bibbia Mosè morì dopo aver avvistato la terra promessa: affacciarsi e vedere il mar morto dà una sensazione speciale

Da lì con un lungo viaggio, allungato dalla pioggia e da un nebbione, arriviamo a Petra: purtroppo il martedì non si tiene “Petra by night” e arriviamo tardi per entrare nella piccola Petra – albergo per cena, pub con birretta e a nanna – la mattina ci svegliamo presto e alle 7 siamo già diretti alla meravigliosa città

Effettivamente l’arrivo alla tomba più famosa, il Tesoro, è affascinante, arrivando dallo stretto canyon – anche altre tombe sono affascinanti e col gruppo camminiamo per ore arrivando al Monastero dopo 900 scalini

Anche i colori delle rocce mi piacciono molto: spaziano dal rosso al viola, dall’ocra al blu, e mi ricordano i colori dell’Antelope Canyon – fattori negativi: una marea di turisti, alcuni fastidiosi e che si arrampicano sulle fragili tombe (molti gli italiani), i beduini che trattano le tombe come stalle e discariche

La sera, stanchi dopo 30.000 passi, non rinuncio però a “Petra by night”, uno spettacolo interessante ma decisamente caro e migliorabile

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Compleanno a Jerash

Il primo dell’anno ci si sveglia, si chiudono casa e bagagli e si parte per la Giordania! Abbiamo deciso di festeggiare così la pensione, con un bel viaggio che dia un’idea di quello che voglio fare

Viaggio via Istanbul con un gruppo di Avventure nel mondo, il gruppo di riunisce ad Amman, dove arriviamo alle due di notte – la mattina sveglia presto, colazione e visita alla Cittadella di Amman, in una giornata fredda e a tratti piovosa

Poi ci spostiamo col pullmino a Jaresh, una bellissima sorpresa! Una città greco-romana molto ben conservata, con due teatri, tre grandi templi, un arco di trionfo, due grandi porte, un ippodromo, ninfei, terme, cardo e decumani.. insomma tutto e in buono stato, con ancora potenzialità non sviluppate, vista la quantità di pietre ancora disponibili da sistemare

Jaresh giocò un ruolo importante in molti fatti della storia giordana, dai Greci ai romani ai nabatei agli islamici, prima di svanire in seguito a devastanti terremoti – una scoperta interessante, anche qui poggio la mano sulle antiche pietre e mi commuovo

Tra l’altro oggi è il mio compleanno e lo festeggio andando in giro e visitando posti, concedendo solo qualche piccolo spazio per i “ripensamenti sugli anni e sull’età”

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Natale

Ed eccoci a Natale! Purtroppo L. si è presa il Covid e così la complessa organizzazione familiare è saltata – vigilia a MPC in pochini e pranzo di Natale noi tre soli con le nonne

 

 

 

Va bene, faremo una cosa più tranquilla – intanto beccatevi le foto: il presepe che si è spostato nella libreria spostata, un pensionato che prepara il presepe e una sedicente sedicenne che si affaccia alla vita

 

 

 

 

 

 

Cosa augurare? Mai come oggi, prima di tutto la pace (una pace giusta!) e poi la felicità, da trovare nelle cose di tutti i giorni

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