rinsegnateci

Rinsegnateci

i canti degli oranti
i gesti lenti
o ferventi
le formule
fauste

per disfarci
di culti turpi
(e sicari)
nello scarico
c’è cascato
(con i roghi
e la garrota)
il bambino
(eccoci qui
analfabeti
dell’animo)

dal canto mio
vado a un corso
di silenzio
(saldo in euro)

poesia di giacomo sartori

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compleanno 2022

e al solito, dopo capodanno, arriva il mio compleanno – sono abituato da sempre ad avere le due scadenze in cui si riflette sul passare del tempo l’una subito dopo l’altra

questo è anche il mio ultimo compleanno da lavoratore dipendente: il prossimo lo vivrò da “pensionato”

siamo andati con la famiglia al lago di castel gandolfo: una passeggiata di qualche chilometro e poi a mangiare da agnese, una ex-fraschetta dove si può mangiare (bene) all’aperto – le previsioni annunciavano per l’ora di pranzo un sole che non si è visto e così faceva freddino

abbiamo comunque mangiato, chiacchierato e festeggiato, con i tre figli, i due compagni e il nipote, che voleva in verità soltanto andare al “mare” a tirare sassi in acqua – nel pomeriggio rientro a roma e pennichella sacrosanta

la sera la canonica mousse di cioccolato, stavolta accompagnata “solo” da una bottiglia di champagne comprata prima delle feste

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natale 2021

un natale particolare: il 22 f sa che una delle persone con cui ha cenato la sera prima è positiva – scatta l’isolamento: f si chiude in camera nostra e la casa diventa improvvisamente ancora più piccola

io dormo sul divano e mi porto “di qua” le poche cose  indispensabili – i pranzi vengono preparati dai “sani” e serviti modello carcerati bussando alla porta con la mascherina – iniziamo a mangiare collegati in whatsapp, chiacchierando di tutto per salvare un minimo di socialità

ovviamente il natale va completamente riorganizzato: siamo tutti e due di turno con le “nonne” e la indisponibilità di casa nostra sballa i programmi di tre-quattro famiglie – alla fine ceniamo a casa di mia madre in cinque e spostiamo il pranzo di natale a monte porzio, lasciando a f casa “libera” per 24 ore

lascio f con spaghetti e vongole, ostriche e champagne, per compensare almeno in parte la solitudine – le sorelle vanno a dormire insieme a monte porzio: si confrontano su varie cose, la grande racconta alla piccola dei jethro tull e dei system of a down (tenerezza!)

stamattina una camminata da solo sotto la pioggia a salutare il tevere e a gustare un attimo di solitudine – poi si parte per i castelli dove pranziamo e scambiamo i regali solo con parenti di primo grado: da mia madre al nipote (più vari collegamenti online) … buon natale!

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il dilemma dello sconosciuto

bel libro di malcolm gladwell che affronta il problema della “comprensione dell’altro” – partendo da numerosi casi, anche famosi, di mancata comprensione

l’autore spiega alcuni comportamenti standard che tutti adottiamo, come la presunzione di onestà: questi comportamenti falliscono nei casi famosi descritti, ma gladwell ci spiega che, nonostante questi fallimenti, essi rendono comunque la vita più semplice nella larga maggioranza delle situazioni

colpisce l’inserimento con tesi decisamente innocentista, anche al di là della verità processuale, della studentessa amanda knox nell’elenco: colpisce perché mostra quanto siano diversi i punti di vista tra i due lati dell’atlantico e quanto sia difficile, appunto, “comprendersi”

“I capitoli che seguono intendono affrontare ciascuno un diverso aspetto del problema. Molti degli esempi, tratti dalla cronaca, sono tristemente noti. Alla Stanford University, nella California settentrionale, una matricola di nome Brock Turner conosce una donna a una festa e alla fine della serata si ritrova in arresto. Alla Pennsylvania State University l’ex vice allenatore della squadra di football studentesca Jerry Sandusky viene condannato per pedofilia, e il rettore e due suoi stretti collaboratori risultano complici dei suoi crimini. Leggerete di una spia che ha operato tranquillamente per anni tra le alte sfere del Pentagono, dell’uomo che ha smascherato il banchiere Bernie Madoff, della condanna ingiusta subita dalla studentessa americana Amanda Knox e del suicidio della poetessa Sylvia Plath. In tutti questi casi le parti coinvolte hanno puntato su una serie di strategie per tradurre le parole e le intenzioni altrui. E ogni volta qualcosa è andato storto.”

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Share living in extreme poverty (1820-2017)

Penso sempre che i numeri ci possano aiutare a capire dove siamo, a darci una chiave di lettura del mondo dove siamo. Negli ultimi due secoli per la prima volta nella storia umana la percentuale di popolazione in estrema povertà è crollata in tutti i continenti, pur rimanendo insopportabilmente alta nell’Africa sub-sahariana. Una immagine da rileggere per darsi una botta di ottimismo, per capire quanta strada abbiamo fatto e quanta ne resta ancora.

I always think that numbers can help us understand where we are, to give us a key to understanding the world where we are. In the last two centuries, for the first time in human history, the percentage of the population in extreme poverty has collapsed on all continents, while remaining unbearably high in sub-Saharan Africa. An image to reread to give yourself a shot of optimism, to understand how far we have come and how much still remains to go.

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domenica scorsa

domenica era la mia giornata festiva con mia madre: nei primi tempi “soffrivo” di più queste giornate, vedere mamma così diversa da come era, prendere coscienza del degrado della sua vita, mi dava dolore

da qualche tempo ho accettato meglio il tutto: inizio a “gustarmi” il tempo che passo con lei e lo uso per distillare suoi ricordi, per fissare avvenimenti del nostro passato comune, penso spesso che sono le ultime volte che possiamo parlare insieme, giocare coi ricordi, come se potessi “estrarre” dalla sua testa fatti e memorie

mi diverto ora a decidere con lei cosa mangiare a pranzo: il cibo è una delle ultime cose che accendono la sua attenzione, e diventa anche quello un mezzo per scambiarsi messaggi

domenica poi abbiamo approfittato del suo sonnellino dopopranzo per andare con f. & a. a vedere la bellissima mostra “amazonia” del fotografo salgado al museo maxxi: una serie di foto fantastiche sull’amazzonia, che ci fa riflettere sul destino di questa parte del mondo, unica ed indispensabile

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weekend a perugia con i motociclisti

questo fine settimana abbiamo organizzato un incontro con il gruppo di motociclisti, per la prima volta con le donne! dopo trenta anni di “separatismo” le nostre donne sono state invitate a un incontro

abbiamo scelto perugia, approfittando della favolosa ospitalità di f&p, e abbiamo passato un paio di giorni a chiacchierare, mangiare, bere e fare conoscenza

il sabato, dopo il pranzo a casa, siamo rimasti a perugia girando a piedi il pomeriggio per il centro della città fino ad esserne scacciati dalla pioggia – la sera siamo andati a cena a umbertide a mangiare antipasto, primo e secondo con tartufi e funghi, annaffiati da sangiovese

domenica, purtroppo senza gli amici “campani” che sono rientrati, siamo andati a fare una gita sull’isola maggiore del lago trasimeno: una bellissima giornata di sole in un’isola incantata dove gli animali vivono in armonia con gli umani … si vede che san francesco passò di qui nei suoi viaggi!

insomma una bellissima esperienza da ripetere!

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sentiero 333 – le tese di positano

ieri abbiamo finalmente camminato per il sentiero “le tese” che da positano sale in cresta fino a santa maria del castello – già anni fa vittorio ci aveva consigliato il percorso ed è stato anche un modo di salutarlo e pensare a lui

il sentiero è in pratica, per buona parte del tracciato, la vecchia mulattiera che collegava positano con vico equense, una delle pochissime strade via terra per collegare il paese – ancora adesso la vecchia mulattiera resiste ai decenni e con una salita decisa si inerpica tra i contrafforti della penisola sorrentina

bellissimo il panorama: ad ogni tornante tra i mille scalini appare una nuova vista di positano, di praiano e di montepertuso – anche luoghi conosciutissimi appaiono sotto nuove angolazioni mano a mano che si sale

in cima il paesino di santa maria del castello, con una fontana di acqua fresca, la chiesetta e il ristorante “zi’ peppe” dove la prossima volta non mancheremo di fermarci

per info sul cammino, trovate mappa e tracce gps sul sito del cai dei monti lattari

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le indagini del commissario ponzetti

una serie di indagini molto “romane”: non solo il protagonista è commissario di polizia a roma, ma è la città stessa ad essere la protagonista indiscussa delle varie storie – nei vari casi il commissario gira per la città e le descrizioni dei vari luoghi e quartieri valgono davvero il libro

bellissimi dunque i racconti dell'”anima” dei diversi quartieri, dal popolare esquilino ormai in mano ai cinesi, all’ostiense col suo gazometro, ai parioli con le sue piccole strade lussuose e la fauna da una parte bionda e dall’altra filippina che la abita – in effetti a roma i quartieri sono vere e proprie città, con le proprie caratteristiche, usanze e anche lingue diverse

ben lo so io, vissuto in gioventù a roma nord e poi “emigrato” a roma sud: davvero due mondi diversissimi – le storie sono interessanti e offrono lo spunto per raccontare di migranti e di romani, di vecchi e vecchiette e giovani ragazze, di rapporti e amori eterni e vizi quotidiani

bei libri e un bel modo per (ri)conoscere meglio roma

“Fu proprio allora, quando Roma si sveglia, in un mattino d’inverno in cui l’aria è gelida e il cielo torna limpido dopo il brutto tempo, e le strade sono già percorse da macchine veloci che sfruttano la mezz’ora antecedente all’esplosione del traffico e i più mattinieri gustano un caffè leggendo il giornale e si preparano alla giornata convulsa che li attende: fu allora che Anita chiuse finalmente gli occhi e cominciò a sognare.”

“Famo così. Ho capito che ‘sta poesia nun c’entra gnente. E’ ‘na dichiarazione d’amore, e noi ce stamo a fa’ i fatti dell’altri. Er ragazzo, come le dicevo, però,quarcosa c’entra co’ tutta ‘sta storia, e c’entra co’ tutte le scarpe soprattutto ‘sta regazzetta che je piace.”

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cammino di san tommaso 2021 – da olevano romano a affile … e basta!

ieri sera bella visita per la vecchia olevano, anche qui una rocca con stradine solo pedonali che portano a una rocca medievale – salito sulla rocca mi sono gustato la vista per decine di chilometri fino a temporali in lontananza

affamato vado a cena alle 7:30 in un bel ristorante (cacio e pepe) gestito da giovani efficienti ragazze: ottima cena annaffiata dal buon vino locale

stamattina parto abbastanza presto per una tappa lunghetta – purtroppo dopo aver superato  il paesino di roiate (dove mi prendo una sosta e un caffè), i segnali e la mappa gps indicano un passaggio … impossibile! puntano infatti verso un varco di un recinto che è stato chiuso e rinforzato con filo spinato

provo a cercare un varco, ma è veramente impossibile passare – torno un poco indietro sperando ci sia un modo di bypassare il problema, ma non ne trovo – allora decido di continuare a salire per la strada, sperando di trovare una soluzione più avanti – arrivo in cima dove una famiglia sta preparando una specie di picnic davanti a una casetta: gli chiedo indicazioni e loro mi dicono che non conoscono il cammino di san tommaso e quindi non sanno nulla del suo percorso – quando gli spiego il problema mi dicono che gli sembra (!) che ci sia un sentiero più avanti che potrebbe portarmi in direzione di affile, paese intermedio prima dell’arrivo di tappa a subiaco

decido di provare il sentiero e mi trovo su un pendio fangoso con la traccia del sentiero che appare e scompare – mi tuffo nei rovi ( di cui porto i segni) e dopo un’ora di battaglia trovo una traccia più decisa che purtroppo mi riporta indietro verso roiate – a quel punto mi arrendo e percorro il sentiero fino a tornare dove mi trovavo più di due ore e mezzo prima

a questo punto la tappa è saltata e decido di raggiungere affile lungo la provinciale e poi subiaco e roma in bus – rientro così senza aver completato la tappa decisa e ben convinto a non viaggiare più per il cammino di san tommaso, visti i numerosi errori della segnaletica e delle mappe: se si vogliono invogliare i camminatori, segnaletica e tracce gps devono essere prima di tutto coerenti tra loro (e anche ieri nel tratto prima di olevano non erano d’accordo) e poi controllati periodicamente per evitare di infilare i camminatori in situazioni potenzialmente pericolose … adieu!

Aggiornamento del giorno dopo: ho scritto al responsabile del cammino, segnalando l’imprevisto e le difficoltà. Mi ha risposto gentilmente che il problema è noto da un paio di mesi, che l’anno prossimo cambieranno la segnaletica e che la stessa segnaletica è di migliore qualità nelle tappe da subiaco in poi.

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