ragazze elettriche

libro che racconta di una mutazione grazie alla quale cambiano i rapporti di forza tra i generi e le ragazze diventano più “forti” dei maschi – dapprima questo potere viene usato per ribellarsi ai soprusi: le ragazze scoprono di potersi ribellare alle varie forme di violenza e usano questo potere

progressivamente la mutazione diventa di dominio pubblico, si trasforma in uno strumento di potere politico e viene utilizzato anche dalla delinquenza organizzata, sempre con un ribaltamento dei rapporti di forza tra maschi e femmine – l’utopia diventa poi distopia, i nuovi rapporti di potere generano ancora una volta violenza e oppressione

non mi è piaciuto lo stile di scrittura, discontinuo e approssimato e non mi sono piaciute le descrizioni splatter, specie nel finale – avrei anche evitato gli improbabili dettagli pseudoscientifici e alcune opinioni razziste su popoli dell’est europa

insomma, nonostante le cose che non mi sono piaciute, ho trovato interessante la tesi e originale l’idea, comunque un’occasione per riflettere sulla violenza che a volte inquina i rapporti tra i generi

“Sullo sfondo si sente il frastuono della gente che chiede aiuto, che dice: Una ragazza ha avvelenato un uomo. Lo ha colpito e lo ha avvelenato. Lo ha aggredito con un ago pieno di veleno. Oppure no, c’è un serpente in mezzo ai frutti, una vipera o un rettile nascosto nei mucchi della frutta. E qualcuno dice: “Aje ni girl yen, sha! Quella ragazza era una strega! E’ così che una strega uccide un uomo”.”

“Qui non ci lasciano guidare l’automobile,” dice, “ma guarda cosa sappiamo fare”. Appoggia il palmo aperto sul cofano. Si sente un clic e il cofano si apre. Sorride verso di lui.”

“Il tuo errore sta tutto nella domanda. Chi è il serpente e chi è la Santa Madre? Chi è cattivo e chi è buono? Chi ha convinto l’altro a mangiare la mela? Chi ha il potere e chi è impotente? Tutte queste domande sono sbagliate. E’ più complicato di così, tesoro. Per quanto complicato tu ritenga che sia, tutto è sempre ancora più complicato. Non ci sono scorciatoie. Non per quanto riguarda la comprensione e non per quanto riguarda la conoscenza. Non puoi mettere tutto sullo stesso piano.”

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For The Anniversary Of My Death – Per l’anniversario della mia morte

For The Anniversary Of My Deathmerwin1

Every year without knowing it I have passed the day
When the last fires will wave to me
And the silence will set out
Tireless traveller
Like the beam of a lightless star

Then I will no longer
Find myself in life as in a strange garment
Surprised at the earth
And the love of one woman
And the shamelessness of men
As today writing after three days of rain
Hearing the wren sing and the falling cease
And bowing not knowing to what

 

Per l’anniversario della mia morte

Ogni anno senza saperlo ho vissuto il giorno
in cui gli ultimi fuochi mi saluteranno
e il silenzio si preparerà a partire
instancabile viaggiatore
come il raggio di una stella senza luce

allora non mi ritroverò più
nella vita come in un vestito strano
sorpreso dalla terra
e dall’amore di una donna
e dall’impudenza degli uomini
come oggi che scrivo dopo tre giorni di pioggia
sento lo scricciolo cantare e il temporale finire
e m’inchino senza sapere a cosa

 

(w.s.merwin)

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mojo wedding – sauna e matrimonio

venerdì lasciamo helsinki: prendo una macchina a noleggio, passo a prendere le ragazze, chiudiamo casa e andiamo all’aeroporto a prendere l’altra figlia che arriva col compagno – sempre strano guidare in paesi stranieri, le regole sono simili, ma i comportamenti sono molto diversi e ci vuole un po’ di tempo

recuperiamo i due con una manovra all’aeroporto che lascia così sorpresi i finlandesi che si fermano a guardare come va a finire e arriviamo a krapi dove si tiene la cerimonia – un rapido pranzo e poi nel pomeriggio con le biciclette dell’albergo andiamo in riva a lago a fare una smoked sauna

bella esperienza in una vecchia sauna tradizionale che puzza di “affumicato”, dopo la quale noi più coraggiosi ci buttiamo nel lago freddo – dopo ci si sente davvero benissimo!

sera cena con gli ultimi arrivi: siamo in quindici a tavola – sabato poi è il gran giorno: raggiungiamo di nuovo helsinki con due pullman e seguiamo la cerimonia in una chiesa luterana

al solito mi commuovo pensando alla piccola monica di qualche anno fa – all’uscita, oltre al tradizionale riso, aspetta gli sposi una bellissima fiat 600 perfettamente conservata

carino l’incontro delle due culture, che si replica nel pranzo a buffet e soprattutto nella cerimonia laica nella quale parenti e amici condividono ricordi sugli sposi – e poi si suona e si balla e si beve fino alle tre (io cado prima dal sonno)

domenica mattina baci e abbracci e si rientra: di nuovo voliamo norwegian e in volo scrivo questo breve post – commento di a.: “che bello avere una famiglia così numerosa che vive in giro per il mondo!”

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mojo wedding – 1

una veloce vacanza di quattro giorni in finlandia: si sposa la più grande delle nipoti e mezza famiglia si sposta da varie nazioni e converge vicino helsinki – partiamo la mattina di mercoledì all’alba, anche mia madre ha dormito da noi, e prendiamo il volo per helsinki

all’arrivo un bel comitato di accoglienza all’aeroporto e un pranzo libanese (?) per riepilogare la complicata organizzazione – nel pomeriggio, dopo aver preso possesso della stanza in un albergo non presidiato, giro turistico per la città con visita alla cattedrale e al parco in centro

a sera ancora cena medio-orientale, occasione per chiacchiere familiari nelle quali ci si aggiorna sulle vite che cambiano – si partecipa anche attraverso un gruppo whatsapp, dove anche gli assenti possono condividere idee, foto e cazzeggio

il giro dopo lungo giro all’isola fortezza di suomenlinna, nodo cruciale della storia finlandese con i suoi bombardamenti e le sue rese, oggi meta di migliaia di turisti – un bel giro in una giornata soleggiata e ventosa

a sera ancora cena familiare: arriva anche il padre della sposa e vai coi selfie!

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uomini e dei

La vita dell’uomo è da preferire a quella di un dio, per la semplice ragione che è quella vera. Una sofferenza autentica è da preferire a una felicità illusoria. Non si può desiderare l’eternità perché essa non fa parte del nostro destino, un destino imperfetto, effimero e deludente, ma l’unico che dobbiamo amare, a cui dobbiamo sempre tornare, e tutta la storia di Ulisse, tutta la storia degli uomini che accettano di non essere altro che uomini per essere pienamente uomini, è la storia di questo ritorno.

Il punto essenziale non è questo: è la sbalorditiva somiglianza fra ciò che promette Paolo e ciò che promette Calipso – essere liberati dalla vita o, come direbbe Hervé, «tirati fuori dai guai» – e l’insuperabile contrasto fra l’ideale di Paolo e quello di Ulisse. Per ognuno dei due l’unico vero bene è ciò che l’altro denuncia come una funesta illusione. Ulisse dice che la saggezza sta nel legame con il mondo terreno e la condizione umana, Paolo dice che sta nello spezzare questo legame.

(da “Il Regno” di Emmanuele Carrère)

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bocciolo di donna

Tu bocciolo di donna

Tu che oggi il primo palco con un gruppo rock

Tu che in macchina insieme cantiamo Fabrizio a squarciagola

Tu che nascondi dietro un batticinque l’imbarazzo di mostrare ad altri la nostra intimità

Tu che vivrai per una settimana le tue esperienze lontano dai nostri occhi

Tu

Già mi manchi

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il viaggio – le voyage

Per il ragazzo, amante delle mappe e delle stampe,
l’universo è pari al suo smisurato appetito.
Com’è grande il mondo al lume delle lampade!
Com’è piccolo il mondo agli occhi del ricordo!
Un mattino partiamo, il cervello in fiamme,
il cuore gonfio di rancori e desideri amari,
e andiamo, al ritmo delle onde, cullando
il nostro infinito sull’infinito dei mari:
c’è chi è lieto di fuggire una patria infame;
altri, l’orrore dei propri natali, e alcuni,
astrologhi annegati negli occhi d’una donna,
la Circe tirannica dai subdoli profumi.
Per non esser mutati in bestie, s’inebriano
di spazio e luce e di cieli ardenti come braci;
il gelo che li morde, i soli che li abbronzano,
cancellano lentamente la traccia dei baci.
Ma i veri viaggiatori partono per partire;
cuori leggeri, s’allontanano come palloni,
al loro destino mai cercano di sfuggire,
e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!
I loro desideri hanno la forma delle nuvole,
e, come un coscritto sogna il cannone,
sognano voluttà vaste, ignote, mutevoli
di cui lo spirito umano non conosce il nome!

 

À Maxime du Camp

I

Pour l’enfant, amoureux de cartes et d’estampes,
L’univers est égal à son vaste appétit.
Ah! que le monde est grand à la clarté des lampes!
Aux yeux du souvenir que le monde est petit!

Un matin nous partons, le cerveau plein de flamme,
Le coeur gros de rancune et de désirs amers,
Et nous allons, suivant le rythme de la lame,
Berçant notre infini sur le fini des mers:

Les uns, joyeux de fuir une patrie infâme;
D’autres, l’horreur de leurs berceaux, et quelques-uns,
Astrologues noyés dans les yeux d’une femme,
La Circé tyrannique aux dangereux parfums.

Pour n’être pas changés en bêtes, ils s’enivrent
D’espace et de lumière et de cieux embrasés;
La glace qui les mord, les soleils qui les cuivrent,
Effacent lentement la marque des baisers.

Mais les vrais voyageurs sont ceux-là seuls qui partent
Pour partir; coeurs légers, semblables aux ballons,
De leur fatalité jamais ils ne s’écartent,
Et, sans savoir pourquoi, disent toujours: Allons!

Ceux-là dont les désirs ont la forme des nues,
Et qui rêvent, ainsi qu’un conscrit le canon,
De vastes voluptés, changeantes, inconnues,
Et dont l’esprit humain n’a jamais su le nom!

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