le ultime riflessioni di tommaso la branca

labranca«In questo preciso istante, mentre scrivo e mentre leggete, una ragazza o un ragazzo sta legando un’immagine, una sensazione, una madeleine dell’estate 2016 alla voce effettata di Fabio Rovazzi, l’autore della canzone “Andiamo a comandare”. … Scorrendo il video, colpisce come il brano più ascoltato nell’estate del 2016 non abbia nulla di estivo»

«Provo davvero una pena sincera per queste generazioni che non hanno mai conosciuto quell’estate fatta di tre mesi di vacanze, una stagione così lunga che alla fine non ne potevi più. Sono le generazioni senza settembre. Settembre è un mese ucciso dalle riforme scolastiche, quelle che hanno anticipato l’inizio delle lezioni, inibendo così nei più giovani il gusto languido del declino, del crepuscolo che si trasforma in attesa di una nuova stagione».

poesie di goliarda sapienza (a venti anni dalla morte)

Separare congiungere
spargere all’aria
racchiudere nel pugno
trattenere
fra le labbra il sapore
dividere
i secondi dai minuti
discernere nel cadere
della sera
questa sera da ieri
da domani


Non sapevo che il buio
non è nero
che il giorno
non è bianco
che la luce
acceca
e il fermarsi è correre
ancora
di più.

(In Ancestrale, di Goliarda Sapienza)

la finestra dei rouet

gssimenon tratteggia la struggente vita di una donna sola che vive solo “attraverso” le vite di altre persone che vede dalla sua finestra – in particolare la protagonista si immedesima in una giovane vedova che sfugge al controllo ossessivo dei suoceri e rivendica il suo diritto alla vita e al piacere

la donna affitta parte della casa a una coppia per mantenersi, ma la povertà la attanaglia e la condiziona – i vicoli di parigi sono lo sfondo della vicenda con una serie di comprimari descritti in brevi magistrali pennellate

la vita delle due donne procede parallelamente, ben descritta a tinte cupe dall’autore fino al finale senza speranza

“Forse gli uomini non pensano che l’inizio del giorno è misterioso quanto il crepuscolo, che ha in sé sospesa la stessa parte di eternità. Non si ride fragorosamente, di un riso volgare, nella freschezza tutta nuova dell’aurora, più di quanto non lo si faccia nell’attimo in cui ci sfiora il primo alito della notte. Siamo più seri, proviamo l’impercettibile angoscia dell’essere umano davanti all’universo, perché la strada non è ancora la solita strada rassicurante, ma un pezzo di quel gran tutto in cui si muove l’astro che mette pennacchi di luce sugli angoli aguzzi dei tetti.”

“La parola partorire, che suggerirebbe un’immagine più precisa, non viene proferita; tutto si svolge in un universo ovattato, in cui gli esseri umani appaiono sempre lavati, pettinati, sorridenti o malinconici.”

“Era questa la vita? Un po’ d’infanzia inconsapevole, una breve adolescenza, poi il vuoto, un continuo susseguirsi di preoccupazioni, di grattacapi, di piccole incombenze e, a quarant’anni, già la sensazione della vecchiaia, di una china da percorrere mestamente.”

yorkshire e infine londra

Jpegalla fine della settimana di studi (suoi) passiamo a “recuperare” la figlia a scarborough, baci e abbracci con scuola e famiglia ospitante e ci dirigiamo verso londra – lasciamo la macchinetta, una ottima opel corsa marcata vauxhall, all’aeroporto di luton e arriviamo in treno a londra

appena arrivati facciamo oyster e london pass a king’s cross station: la possibilità non è segnalata neanche sul sito londonpass, ma è comodissima perché con una sola fila si sistemano due impegni – nel giorno di sabato vediamo westminster abbey, prendiamo il battello sul tamigi, visitiamo london tower e i gioielli della corona, ceniamo in un pub (mable’s tavern, buono) e concludiamo la giornata con la visita serale alla tate gallery … arianna cade addormentata sul divano

domenica una parte del british museum, prendiamo il bus che fa il giro turistico, visitiamo il tower bridge e lo vediamo aprirsi da sopra – poi ancora il bus per vedere i parchi e ulteriori giri serali per carnaby e soho

lunedì mattina alzataccia per arrivare puntuali agli harry potter studios: una visita lunga, troppo per chi (come me) non è un fan sfegatato del maghetto, ma certo che bello vedere gli occhi di a. che beve tutte le immagini che ha letto nei libri e visto nei film! – pomeriggio io e a. al natural history museum e al science museum, f. a fare un poco di shopping

la sera cena in un carinissimo pub centralissimo e nascosto (queen’s head) e il giorno dopo c’è giusto il tempo per un’ultima passeggiata in centro, una saluto al big ben e poi il trenino per gatwick – volo ok e rientro a casa!

(scusate il ritardo! avevo il post pronto e mi ero scordato di pubblicarlo)

25 anni di linux

Happy-25th-Birthday-Linuxieri linux ha compiuto 25 anni, calcolati a partire da quel famoso messaggio di linus tovalds sul newsgroup comp.os.minix dove dice “Hello everybody out there using minix – I’m doing a (free) operating system (just a hobby, won’t be big and professional like gnu) for 386(486) AT clones.” – (a proposito chi ricorda ancora i gruppi di discussione? furono gli antesignani dei social network e di tutto il web collaborativo, anticipandone fasti e difetti)

in un bel documento (scaricabile qui) la linux foundation analizza questi 25 anni di sviluppo del kernel, spiegando anche l’attuale modello di rilascio, basato su timeframe di 9-10 settimane per ogni release –

interessante notare che la percentuale di sviluppatori non-professionisti continua a scendere, mentre aumenta la percentuale di modifiche apportate da sviluppatori appartenenti ad una delle grandi aziende che partecipano allo sviluppo: le prime 10 sono Intel, Red Hat, Linaro, Samsung, SUSE, IBM, Renesas, Google, AMD, Texas Instruments e ARM – bello scoprire che il modello di collaborazione, impostato 25 anni fa da linus, funziona anche quando la collaborazione si sposta dalle persone ai giganti dell’elettronica: “Above all, 25 years of kernel history show that sustained, cooperative effort can bring about common resources that no group would have been able to develop on its own.”

tra i festeggiamenti interessanti, carino l’elenco di 25 device equipaggiati da linux, 25 eventi per 25 anni e una riflessione su linux e il mondo aziendale

quando siete felici, fateci caso

kvpiccolo libro che raccoglie discorsi del grande kurt vonnegut, discorsi tenuti spesso alle cerimonie di laurea di università americane – le parole sono semplici e profonde e colpiscono al cuore

vonnegut ribadisce spesso un concetto: l’importanza di riconoscere i momenti di felicità – anche io sono convinto che questo sia un potente antidoto al lamentoso pessimismo che affligge tanti italiani

come dice kv: “cosa c’è più bello di questo?” – “If This Isn’t Nice, What Is?” – dirlo a sè e agli altri è il modo di riconoscere i momenti per cui la vita vale la pena di essere vissuta

altro concetto che mi ha colpito è l’idea che molte crisi di coppia derivino dal bisogno di famiglie allargate, di comunità estese, dal fatto che “da solo non mi basti” – oppure la contrapposizione frontale tra l’odio, che discende dalla legge del taglione di hammurabi, e l’amore, riconosciuto anche nel vangelo dall’agnostico scrittore

il tutto con parole semplici e frasi che spazzano via mille filosofismi: “di regola io ne conosco una sola: bisogna essere buoni, cazzo

“Una delle cose che trovava deplorevole negli esseri umani era che si rendevano conto troppo raramente della loro stessa felicità. Lui invece faceva del suo meglio per riconoscere apertamente i momenti di benessere. Capitava che d’estate ce ne stessimo seduti all’ombra di un melo a bere limonata, e zio Alex interrompeva la conversazione per dire: «Cosa c’è di più bello di questo?» Spero che voi farete lo stesso per il resto della vostra vita. Quando le cose vanno bene e tutto fila liscio, fermatevi un attimo, per favore, e dite a voce alta: «Cosa c’è di più bello di questo?»”

“La vendetta genera vendetta, che genera vendetta, che genera vendetta, formando una catena continua di morte e distruzione che lega le nazioni di oggi alle tribù barbare di migliaia e migliaia di anni fa. Può darsi che non riusciremo mai a dissuadere i governanti del nostro paese o di qualunque altro paese dal reagire con la vendetta, con la violenza, a ogni offesa o torto. Nell’attuale Era della Televisione continueranno a trovare irresistibile la tentazione di diventare intrattenitori, di fare a gara coi film nel far saltare in aria ponti, stazioni di polizia, fabbriche e quant’altro. Incendi, esplosioni. Venite a guardare. Oddio… oh, wow.”

“… se qualcuna di voi ragazze ben istruite si troverà nella posizione di consulente riguardo a un matrimonio in crisi, per favore rendetevi conto che il vero problema potrebbero non essere i soldi, il sesso, il potere o l’educazione dei figli. Il vero difetto della moglie, dal punto di vista del marito, potrebbe essere che lei da sola non gli basta. Il vero difetto del marito, dal punto di vista della moglie, potrebbe essere che lui da solo non le basta. Se stabilite che è questo il vero motivo per cui si strillano contro, ditegli di diventare più numerosi l’uno per l’altra entrando a far parte di una famiglia allargata artificiale: come gli Hell’s Angels, per dire, o l’Associazione Umanista Americana o la parrocchia più vicina. “

sai papà, sono contenta …

Jpegl’altro giorno sono andato con a. a giocare con l’acqua e il fango in un laghetto al fondo della val ferret – da anni andiamo lì, deviamo un torrentello ri-creando un laghetto che esisteva decenni fa

è uno dei riti della nostra estate, non si può andare via senza una visita al “laghetto vaccari”, con annessi stivaloni, pala, mani piene di fango, bambini e adulti che giocano e si bagnano dappertutto – quest’anno io ed a. siamo riusciti ad andare solo l’ultimo giorno: gli altri erano già andati un paio di volte a “lavorare” e noi non abbiamo voluto mancare l’appuntamento

in macchina l’ho fatta sedere davanti, contentissima – mi fa: “sai papà, sono proprio contenta di avere un papà che ha vissuto più a lungo degli altri papà, perché tu mi puoi raccontare un sacco di storie che hai vissuto, molto più dei papà giovani! e a me piacciono tantissimo le storie che mi racconti!” … io commosso