lolita

con l’occasione di una discussione in un gruppo di lettura (cavallo pazzo legge) rileggo lolita, un libro molto discusso – come spesso accade a rileggere libri dopo decenni, non ritrovo gli stessi ricordi della prima lettura, almeno in parte sovrastati dalle immagini del bel film di kubrick, non troppo “fedele” al libro

nel libro viene descritta magistralmente la storia del rapporto malato tra il quarantenne humbert e la figliastra lolita, nel libro tra i 12 e i 17 anni – spaventosa l’ossessione del 40enne per le “ninfette” che confesso di non aver mai provato: per me le donne iniziano a diventare seducenti dopo i trenta anni!

nella rilettura mi stupisce la assoluta mancanza di attenzione alle sensazioni di lolita, non so quanto da attribuire allo scrittore e quanto al personaggio narrante: non ci si chiede mai cosa pensa davvero, quali sono le sue volontà e le sue sensazioni – tutto è centrato su humbert e sulla sua semi-follia, lei è davvero una donna-oggetto che monopolizza l’attenzione del protagonista, ma che è raccontata come poco più di una imbronciata bambola gonfiabile

“Sono come uno di quei ragni pallidi e gonfi che si vedono nei giardini antichi: insediati nel mezzo di una tela luccicante, danno piccoli strattoni a questo o quel filo. Mentre sto seduto come un mago scaltro sulla mia sedia, aguzzando l’orecchio, la mia ragnatela è tesa su tutta la casa. E’ in camera sua, Lo? Delicatamente tiro la mia seta. Non c’è.”

“Mi tirai su i calzoni del pigiama e spalancai la porta: in quello stesso istante arrivò Lolita col suo vestitino della festa, ansimando, il passo pesante, e fu subito tra le mie braccia, la bocca innocente che si scioglieva sotto la feroce pressione di fosche mascelle maschili, mio tesoro palpitante!”

” … nonostante l’aspetto infantile, irradiava un singolare alone sensuale che suscitava nei meccanici, nei fattorini d’albergo, nei villeggianti, nei gonzi con la macchina di lusso, negli abbronzati babbei vicino alle piscine azzurrate, degli accessi di concupiscenza che avrebbero potuto inorgoglirmi, e invece esacerbavano la mia gelosia.”

“E pensai tra me che quei tipetti facili dimenticano tutto, tutto, mentre noi, vecchi innamorati, serbiamo come un tesoro ogni centimetro della loro ninfità.”

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unece workshop in belgrade

two days in belgrade attending the sub-regional workshop on statistical production architecture and software sharing 2018 – an interesting experiment to join experts and staff from balkan and caucasian countries

many presentations on local experiences show once again that issues are very similar in all NSIs – interesting cooperation experiments are running and new products can be in the future integrated between them, composing more advanced and tailored solutions

on the wiki you can find the presentations and have some idea about the topics discussed – what you cannot find there is the wonderful hospitality that, as usual, serbian friends have reserved for us: thank you!

on wednesday evening a long walk in belgrade: it was very cold and we only warmed up at the restaurant with local beer and cevapi

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nemesi

storia ambientata durante l’epidemia di poliomielite scoppiata negli Usa durante la seconda guerra mondiale – il protagonista, un orfano cresciuto dai nonni, è un maestro di ginnastica in un campo sportivo di un quartiere ebreo di newark

il virus inizia a colpire i ragazzi del campo, nonostante gli sforzi di combattere con l’igiene un nemico invisibile – in parallelo gli eventi lontani della guerra in europa influenzano le vite delle famiglie

il protagonista, escluso dal conflitto mondiale per problemi alla vista, combatte la sua personale guerra contro il virus e contro i suoi sensi di colpa – belle le descrizioni della città oppressa da guerra e virus in contrasto con la natura selvaggia dei campi estivi

le sconfitte nella guerra contro il virus vengono vissute come una prova provata della non esistenza di un dio giusto e travolgono la vita del protagonista proprio quando tutto sembrava inevitabilmente destinato all’happy end

“La vita di Alan è finita, – ripeté, – e tuttavia, nel nostro cordoglio, dovremmo ricordare che, mentre l’ha vissuta, è stata una vita sconfinata. Per Alan ogni giorno era sconfinato grazie alla sua curiosità. Per Alan ogni giorno era sconfinato grazie alla sua allegria. Per tutta la vita è rimasto un bambino felice e, in qualunque cosa abbia fatto, ha sempre messo tutto se stesso. A questo mondo ci sono destini di gran lunga peggiori.”

“Era colpito da quanto le vite divergessero, e da quanto ognuno di noi sia impotente contro la forza delle circostanze. E Dio che parte aveva in tutto ciò? Perché Lui piazzava una persona con un fucile in mano nell’Europa occupata dai nazisti e l’altra davanti a un pasticcio di pasta alla mensa di Indian Hill? Perché a un bambino di Weequahic faceva trascorrere l’estate nella Newark infestata dalla polio e a un altro nella splendida cornice naturale delle Pocono? Uno come lui, che in precedenza aveva sempre trovato la soluzione a tutti i suoi problemi nella diligenza e nel duro lavoro, ora non riusciva a spiegarsi perché quel che accade accada così.”

“(E’) di gran lunga meglio lodare l’insostituibile generatore che ha alimentato la nostra esistenza fin dal suo inizio – di gran lunga meglio onorare con la preghiera il proprio tangibile incontro quotidiano con l’ubiquo occhio d’oro isolato nella distesa blu del cielo, e il suo immanente potere di incenerire la terra – piuttosto che bersi la menzogna ufficiale secondo cui Dio è buono e strisciare ai piedi di chi assassina i bambini a sangue freddo.”

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webinar sui big data

dal crea, un ente di ricerca specializzato sull’agroalimentare, mi hanno chiesto di registrare un breve webinar di introduzione ai big data

ho preparato una cosa breve (circa 50 minuti) e non troppo tecnica, che abbiamo registrato oggi – su youtube il risultato: che ne pensate?

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notti in bianco baci a colazione

mi sono trovato all’estero alle cinque di mattina in una stupida stanza d’albergo con le lacrime agli occhi: leggendo questo libro ho capito che sono i figli ad avermi salvato

mi hanno salvato dal diventare un uomo di successo, un manager, mi hanno salvato dal diventare come gli altri, grande e freddo – mi hanno obbligato a confrontarmi col nuovo, con l’inaspettato e col tenero, mi hanno obbligato a perdere tempo con i riti casalinghi quotidiani e non con le quotazioni di borsa

quando ho avuto i primi due figli ero sempre tra i pochi padri presenti: dalla sala parto alle vacanze con loro, alla scuola e dal dottore – ora vedo con piacere che molti uomini hanno iniziato a fare i padri e a scuola e a pallavolo ci troviamo in tanti e matteo mi sembra un fratello più giovane

il libro è una raccolta di episodi da padre: matteo ha tre figlie, l’ho incontrato su facebook, e scrive bene – soprattutto scrive della sua vita da padre, senza negarsi tutte quelle esperienze che davvero possono fare di noi maschietti delle persone migliori, insegnandoci che piangere fa bene e che i veri uomini non sono quelli duri, ma quelli che sanno ancora sciogliersi e ridere con le loro bimbe

“Quel che le madri non sospettano è che quando i padri si alzano alle tre di notte per coccolare i figli non è per fare i gentili, né per lasciarle dormire. È solo per recuperare il senso. Respirare, stringere, stare a godersi quel che c’è. Sentirsi un po’ piú vicini a una cosa che in fondo non hanno mai avuto e mai avranno.”

“Eh, ma insomma, e basta con ’sta storia! È un albero fatto cosí, va bene? – mi ha detto. – A te l’ha mai fatto pesare nessuno che sei storto, eh? Eppure ti teniamo uguale –. L’ho guardata sorridendo. Non tanto perché ho pensato che aveva ragione da vendere. Ma perché nella vita le situazioni in cui ti ricordi davvero i motivi per i quali stai con qualcuno, i momenti in cui lo senti, saranno quattro o cinque in tutto, e se sei fortunato.”

“Tua figlia avrà otto anni una volta sola e quattro anni una volta sola e due anni una volta sola, mentre ti trovi ad assistere ogni giorno, ogni ora, ogni minuto a una serie di spettacoli per i quali non sono previste repliche.”

” La cosa che Gibran non ha detto è che ogni figlio è una freccia a due punte. Quando la scocchi, la prima punta si allontana veloce da te, seguendo la propria traiettoria in un futuro che non ti appartiene. La seconda, invece, viene scagliata all’indietro e si conficca per sempre nel tuo petto di genitore. Per ricordarti che resterai arciere anche senza frecce, e che quel dolore che sentivi incombere come un presagio fin dal suo primo giorno, ora è qui per non andarsene piú e scandirà il resto della tua vita.”

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Il DDL Pillon è inaccettabile

via Il DDL Pillon è inaccettabile

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contro il ddl pillon

da un po’ di tempo seguo il blog gentlemen’s club, che si occupa di questioni di genere, lotta al patriarcato e ai sessismi – abbiamo concordato un post contro il disegno di legge pillon

rimando al post per la presa di posizione completa e riporto qui la parte centrale: “Registriamo da anni un sempre maggiore desiderio di imparare a vivere le relazioni affettive, sia istituzionalizzate in un vincolo sociale e pubblico, sia vissute nella piena libertà dell’autonomia dei singoli uomini e delle singole donne, in modo non costringente per nessuno che ne voglia fare parte. Questo DDL Pillon sta a significare una precisa volontà politica di soffocare questo desiderio, renderlo “fuorilegge”, impedire di viverlo minacciando ritorsioni economiche e affettive verso chi si assume la insindacabile libertà di voler uscire da una relazione – libertà che secondo noi è la condizione necessaria affinché nella relazione si entri.”

non possiamo restare passivi …

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