incipit vita nova

oggi comincio un nuovo cammino, un nuvo pezzo di vita: avendo un contratto di consulenza con un organismo internazionale, ho scelto di passare a un cntratto part-time al 50%, invece di portare avanti il contratto (come legalmente avrei potuto fare) in contemporanea al mio lavoro all’istat

ho scelto di “comprare” il mio tempo, invece che guadagnare (e lavorare!) di più, lavorando per l’istat i primi 15 giorni del mese, e usando i secondi 15 giorni per altri lavori e per me

voglio avere più tempo per me, per fare volontariato, per seguire attività che mi interessano, per vedere di più gli amici – per ora il part-time finisce ad agosto, ma ogni contratto in più che riuscirò a firmare sarà usato per “comprare” altro tempo per me

mi sento un poco sbalestrato, ma già la prima settimana riesco a fare un sacco di cose che prima mi erano difficili: rivedere amici (e. e g. ad esempio, stasera), avviare la formazione su scratch alla scuola di a., sostituire la tavoletta del cesso (sic) … ed è solo l’inizio!

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sanità italiana

un salto sabato pomeriggio a una bella libreria vicina all’aniene – tanta gente a portare solidarietà al baobab

folla, una ragazza sviene, pallida – per caso c’è una ambulanza che sta intervenendo in un palazzo vicino: si chiamano gli infermieri che hanno appena finito e vengono subito

assistono la ragazza svenuta con efficienza, professionalità e simpatia – dopo dieci minuti lei si rialza, loro gli fanno diverse prove per essere sicuri che non sia niente di grave, poi salutano e se ne vanno

che bello vivere in un paese dove la sanità pubblica e gratuita copre tutti i cittadini, dove nessuno chiede documenti o peggio carte di credito a chi sta male! che bella la sanità pubblica italiana!

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nostalgia della mano sinistra

(di giovanni prosperi)

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hedy lamarr, la donna gatto

una bellissima vita, quella di hedy lamarr nata in austria come hedvig kiesler – nominata ad hollywood “la donna più bella del mondo”, una vita avventurosa piena di eventi inattesi

inizia girando a 19 anni la prima scena di nudo femminile del cinema, in un film per girare il quale impara la lingua ceca in poche settimane – continua sposandosi lo stesso anno (siamo nel 1933) con un ricchissimo industriale di armi che la relega nella sua bellissima villa dove la “espone” come fosse un gioiello

stanca di una vita insoddisfacente, hedy prova una volta a fuggire, ma viene ripresa – la seconda volta non sbaglia: si traveste come la cameriera, che aveva appositamente assunto simile a sé, e fugge a parigi, attraversando l’europa nei mesi all’affermazione del nazismo tra mille avventure

raggiunge poi l’america dove raggiunge il successo sia nel cinema sia inventando il meccanismo considerato il precursore delle attuali reti wifi

“Sentendo la voce del marito giù all’ingresso, Hedy sale al secondo piano ed entra in una stanza senza spioncino, immaginando che Mandl abbia dato una mancia più generosa della sua. Pochi secondi dopo si apre una porticina nascosta nella tappezzeria ed entra un giovanotto, che rapidamente si spoglia. Trovandola impacciata, le chiede se per caso sia la prima volta. Hedy si toglie i vestiti, si infila nel letto e in quel momento Mandl bussa alla porta con vigore chiedendo chi si trovi all’interno. «Che cosa t’importa? – risponde il giovane – siamo una sgualdrina e io». Incapace di credere che la sgualdrina in questione sia sua moglie, Mandl se ne va. E la ragazza, all’inizio un po’ fredda, finisce per rispondere al giovane cliente con trasporto.”

“Con gli uomini sono davvero una peste. Me ne rendo conto, lo so, sono difficile. Non li faccio sentire come una donna secondo loro dovrebbe, grandi e forti. Mi spiace ma ho un mio cervello, ragiono in proprio. Se mi danno un buon motivo per fare o pensare una cosa, lo accetto. Altrimenti discuto, e, se mi fanno arrabbiare, litigo. E comunque alla fine faccio sempre a modo mio.”

“… una donna dovrebbe, per conoscere il vero significato del piacere sessuale, assaporarlo in qualche momento di grande vittoria del suo ego. Il corpo è pronto per la felicità, sensibile al piacere, vivo e bisognoso di completamento. Avete mai sentito dire di una ragazza che è così felice da scoppiare? Ecco, questo è proprio quello che fa il sesso in un momento particolare …”

” L’idea è quella di dotare sia la radio a bordo della nave che la radio a bordo del siluro di un meccanismo automatico sincronizzato di cambio frequenza basato su rotoli di carta perforati. Entrambe le radio, come i pianoforti del Ballet Mécanique, dovranno così eseguire lo stesso «spartito».”

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settimana bianca 2019

una settimana a sciare ad alba di canazei, torniamo per il terzo anno a villa rosella, dove ormai siamo di casa – inizio settimana con poca neve, poi nevica e si sistemano le piste; la settimana si chiude con una nevicata storica giovedì e venerdì

il gruppo è relativamente ridotto: siamo solo otto più qualche amico sparso in altre valli – sciamo tanto come al solito e facciamo tutte le piste nere del comprensorio

martedì il solito, bellissimo giro del sella ronda, tante piste passando per quattro passi dolomitici, tutto il giorno in giro: riusciamo anche ad includere nel giro due belle piste come la dantercepies e vallon

gruppo piacevole e collaudato, anche i rapporti tra generazioni si arricchiscono, visto che alcuni dei “piccoli” sono ormai maggiorenni

al solito una vacanza pura, dove la stanchezza e l’ambiente insolito contribuiscono a staccare decisamente rispetto al quotidiano – al rientro … part-time!

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anthony hecht e l’olocausto

Quando Fräulein scomparve, non ricordo

esattamente. Continuammo a incontrarci

grazie ad appuntamenti segreti nei miei sogni

in cui, per stadi, la nostra relazione

crebbe a proporzioni internazionali

mentre i ghetti dell’Europa si svuotavano, i carri bestiame

viaggiavano verso spazi terminali e osceni,

e forni avvampavano come nelle acciaierie di Pittsburgh.

 

il poeta anthony hecht partecipò come soldato alla liberazione del campo di concentramento di flossenburg e ne rimase segnato per tutta la vita

(nella foto due soldati americani davanti alla pila di scarpe delle persone uccise)

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hanoi 2019

e si parte per hanoi, primo viaggio lungo di questo nuovo anno! parto con tre colleghi che non sono mai stati in missioni di cooperazione e non sono mai stati in asia – per fortuna siamo riusciti a prenotare presto e a trovare viaggi in business class a prezzi compatibili con il budget: questa volta passiamo per parigi e voliamo air france

volo di andata standard, da parigi ad hanoi sono quasi dodici ore di volo e buona parte la passo dormendo – domenica andiamo un poco in giro per hanoi, dopo aver dormicchiato un po’ per recuperare il fuso

grazie ai colleghi “nuovi” visito alcune parti di hanoi che non conoscevo, come la cittadella “antica”: purtroppo di antico non è rimasto nulla, perché ogni dinastia vietnamita ha distrutto quello che c0era prima e i francesi alla fine dell’ottocento hanno distrutto tutto quello che restava dell’ultima dinastia – così, a parte alcuni reperti recuperati in scavi archeologici, ci sono solo le mura e i palazzi costruiti dai francesi a fine ottocento

lavoriamo in contemporanea su tre diverse componenti e il lavoro procede bene, con i colleghi locali che si stanno abituando al progetto di cooperazione e iniziano a capirne i meccanismi: in questo modo la cooperazione è moto più efficace e riusciamo a trasferire meglio conoscenze ed esperienze – come al solito si lavora molto perché, oltre alle ore in ufficio, anche in albergo si lavoro a preparare il materiale per i giorni successivi: come sempre succede, non stante tutte le preparazioni del caso, serve sempre qualcosa di nuovo!

hanoi è caotica come sempre, con i suoi milioni di motorini, il suo inquinamento, il suo mix di grattacieli luccicanti e vecchie casette cadenti – inizio ad abituarmi a tutto, al loro ritmo, al cibo (sempre buono, con sorprese continue), al perenne inquinamento, ai clacson continui che neanche a napoli, ai tassisti che sfiorano i motorini, al loro eterno sorriso, alle inefficienze, alle regole rigide ma non troppo, al loro sguardo curioso sulle nostre abitudini, alle tradizioni millenarie che comunque sopravvivono, al loro orgoglio di popolo coeso che ha sconfitto l’impero americano e che tiene testa all’ingombrante vicino cinese

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