contro i leoni da tastiera

come tutti gli italiani ho seguito su diversi media le vicende dell’albergo travolto dalla valanga in abruzzo – ho provato una rabbia indescrivibile contro i mille “leoni da tastiera” che, durante i difficili soccorsi, si sono messi a pontificare su turbine, elicotteri, ritardi e modalità di soccorso 

personalmente ho avuto esperienza di supporto in diverse emergenze, dal terremoto in friuli a quello in irpinia, dall’emilia all’albania durante la guerra del kosovo – trovo che, dato un allarme lanciato via whatsapp al tramonto, il fatto che i soccorsi siano arrivati dopo meno di 12 ore sul posto abbia del miracoloso 

e il fatto che, mentre qualcuno con gli sci ai piedi nella bufera di neve risale per ore per raggiungere il posto, centinaia di pantofolai ignoranti disquisiscano di turbine mancanti, di elicotteri notturni mi manda semplicemente in bestia – tutti buoni a parlare di cose di cui nulla sanno, tutti buoni a criticare senza avere mai fatto nulla per il “prossimo”

che ognuno si chieda, prima di concionare sugli errori degli interventi (che ci sono pure, chi non fa non sbaglia), cosa ha fatto nell’ultimo anno per migliorare la vita di qualcun altro nel quartiere,  nella città o nel nostro paese

il rientro

img_20170114_190530beh, poi il finale non era davvero “finale”, arrivati a francoforte all’ora di pranzo di sabato, veniamo “accolti” da una bella fila (nella quale tutti i tedeschi mi passano davanti … non li fanno più i tedeschi di una volta!) dove impiegate thai ci consegnano quelli che dovrebbero essere i titoli di viaggio per il nostro ultimo volo – ci danno anche due buoni pasto da 15 euro per il pranzo

mi reco al check-in alitalia e, dopo mezz’ora di fila, mi dicono che quel foglio non vale perché non è stato emesso un nuovo biglietto – provo a protestare, poi mi rendo conto che è inutile: sono giovani e gentili, ma accampano motivazioni su “regole” non rispettate davanti alle quali nulla può l’utente ignaro

20170114_181623mi reco allora al desk thai, dove, dopo un’altra ora di attesa, la responsabile mi dice che quei titoli sono sempre stati validi per tutte le compagnie e per dimostrarlo mi accompagna alla lufthansa, dove in effetti, a fronte dello stesso foglio, mi consegnano i biglietti per roma senza battere ciglio – morale: alitalia ha semplicemente perso dei soldi per ignoranza delle regole e/o per qualche stupida rigidità

continuo ad essere convinto che alitalia vada CHIUSA, ormai tutto il personale è intriso di una cultura burocratica (e clientelare) dove non non conta nulla né l’utente né il profitto!

nel frattempo si sono fatte le 6, il volo alitalia è partito e uso le restanti tre ore per far riposare arianna, che, dopo più di 30 ore di viaggio con solo 4 ore di sonno, ciondola e si addormenta in ogni luogo – il volo lufthansa per fiumicino è breve e lo passiamo dormendo, e finalmente poco prima di mezzanotte “riconsegno” la bimba tra le braccia della madre

il giorno dopo partecipiamo, festeggiati da tutti, alla festa di compleanno di f. con casa piacevolmente invasa da una trentina di persone

gran finale

e d’improvviso arrivano gli ultimi giorni a vientiane, riusciamo a far provare ad arianna il primo massaggio professionale della sua vita: scappando dopo aver fatto le valige e prima di completare la presentazione finale, io mi concedo un massaggio ai piedi e lei un “spalle e schiena” che ci lasciano soddisfatti e rilassati – l’ultimo giorno collego il mio cellulare a un cavo taroccato e … scompare tutto, morto!

non vi ho raccontato che il giorno prima, windows sul mio pc lancia un aggiornamento e … muore,  non riparte più, neanche in modalità provvisoria – per fortuna che i dati sono tutti sul cloud e sul pc  ho installato il fidato linux che funziona sempre: gli ultimi due giorni mysql, desktop remoto e office gireranno allegramente con il pinguino

insomma, il cellulare non si riprende in alcun modo: in effetti un mesetto fa era caduto e lo schermo aveva sopra un rorschach nero che obbligava ogni volta ad inventare la posizione di lettere e simboli, ma speravo di avere il tempo di rientrare – venerdì pomeriggio presentazione finale ai manager (su linux appunto) e poi un favoloso spuntino di saluto a base di birra e cibo lao al tramonto in riva al mekong con tutti i partecipanti alla riunione: restiamo incantati a seguire il sole che scende

per andare all’aeroporto abbiamo prenotato un tuk-tuk che arianna voleva provare e così arriviamo allegramente rumorosi al nostro aeroporto – al check in sorpresona: il volo bangkok – francoforte è stato cancellato e riprogrammato la mattina dopo! così, arrivati a bangkok, nel caos generale veniamo ammucchiata su un pullman e portati a un albergo bellofuori orrendodentro per passare la notte

entriamo in camera a mezzanotte passata e arianna dorme praticamente da un’ora; avvisiamo francesca con il pc (la rete almeno funziona) ma ci accorgiamo in camera che anche il cellulare di arianna, una vecchia carretta, vicino alla batteria si è scritto il video, ed è diventato praticamente illeggibile – mettiamo le sveglie possibili e ovviamente alle 4.40 mi sveglio da solo – doccetta, vestiti sporchi e via verso l’aeroporto senza colazione; nuova trafila immigrazione-sicurezza e finalmente alle 7.30 entriamo in un enorme airbus a380 che ci porterà a francoforte (primo 380 per me, e anche per a.!)

solo all’alba di sabato realizzo che tutto ciò è successo venerdì 13

in bici lungo il mekong

wp-image-828282561jpeg.jpegdomenica mattina andiamo al buddha park, una specie di bomarzo laotiano pieno di statue del buddha – in un caldo esagerato visitiamo il tutto in mezzo a troppi turisti, scalando quello che c’è da scalare e ammirando i bufali sulle rive del fiume che ruminano guardando annoiati vecchi macchinari estrarre sabbia

nel pomeriggio devo lavorare per preparare le lezioni e allora a. si invita alla casa di campagna della segretaria che è contenta di spupazzarla – così, mentre io sono in albergo a preparare slide,  lei visita la campagna locale, pesca nei laghetti e dondola sull’amaca

wp-image-1910354936jpeg.jpeglunedì molto lavoro, si affronta la progettazione del database, incontro al lavoro il coordinatore andrew e nel pomeriggio arriva anche pina, con cui usciamo la sera – martedì favoloso giro in bici, noi due lungo il largo e assonnato mekong, me lo ricorderò tutta la vita… e spero anche lei!

matrimonio in laos: foto

La vestizione

La sala della cerimonia

Lui e lei

I fili che legano i destini e portano fortuna

I fili, tagliati lunghi una trentina di cm, vengono legati ai polsi degli sposi, insieme a banconote regalo

Arianna con gli sposi

Arianna sperimenta i chopstick (notate i fili al polso)

Dopo la cerimonia si va a mangiare in questo grande cortile, ci sono oltre 30°

Comitato accoglienza, maschi a sinistra, femmine a destra

Al tavolo con gli sposi (notate le BeerLao: spariranno tutte)

Arianna seconda mise

Ballo di gruppo laotiano: balleremo tutti, ma non ci sono prove fotografiche

Arianna superstar

Dopo: relax in barca sul fiume

befana in laos 

giovedì pomeriggio a. è andata in piscina con la segretaria laotiana del progetto: mi hanno chiesto se c’era problema e io ho detto “nessuno, se a lei sta bene a me sta bene…”  tutti un poco sconvolti – è andata tutta contenta,  si è comprato un costume con gonnellino e la cuffia ed è tornata stanca e felice

venerdì si lavora più del previsto perché i server non funzionano come dovrebbero,  ma lei se ne sta tranquilla a pranzo con i colleghi a chiacchierare – pomeriggio,  dopo il riposo, lunga passeggiata per le vie non ancora battute, caccia al tempio aperto (nessuno), pizza italiana e mousse francese! 

sabato fantastico matrimonio laotiano: si parte la mattina presto e andiamo al luogo della cerimonia, una casa apposita – ari è vestita laotiana, partecipiamo alla cerimonia, allegra e rilassata, dove ognuno lega ad altri un filo al polso, gli sposi passeranno tutto il giorno con i polsi spessi 15 cm per tutti gli “auguri” ricevuti 

dopo la cerimonia ci si reca al banchetto: un cortile immenso di scuola dove sono apparecchiati tavoli per 800 persone: si mangia, si beve (soprattutto) di tutto: whisky, laolao (una specie di vodka) e birra, tra mille brindisi obbligatori – ari è la star della festa, il suo vestito è molto apprezzato, tutti vogliono farsi la foto con lei e partecipa anche ai belli di gruppo laotiani 

divertente, balliamo un poco tutti, è veramente una festa collettiva dove tutti si divertono – quando alle 2 riusciamo a scappare dal matrimonio, ci concedimi un’ora di relax con un giro in barca sul fiume, bellissimo 

qui vientiane… 

arianna, la mattina mentre io installavo database open-source al corso di formazione, si è addormentata sulla scrivania in segreteria dove stava facendo i compiti: l’hanno lasciata dormire e l’ho ritrovata così, appoggiata sul tavolo, quando sono tornato a prenderla per pranzo – ormai è lanciata con l’inglese: si butta nelle discussioni, ogni tanto prende sfondoni,  ma riesce a portare a termine le frasi e comunque si fa capire

poi ormai ragiona da donna: oggi ho fatto appena in tempo a notare che due si trattavano in modo intimo e lei mi ha chiesto “ma stanno insieme?” – quando siamo con altri guardo affascinato questa giovane donna dare i suoi pareri con tranquilla sicurezza

mercoledì siamo andati in bicicletta a vedere l’arco di trionfo, siamo saliti per i 200 gradini e abbiamo comprato un blocco note su cui vuole scrivere il diario del viaggio – dopo la visita,  selfie  d’obbligo 

siamo poi arrivati fino al pha that luang, lo stupa d’oro circondato da templi con l’enorme statua del buddha disteso – siamo rimasti in silenzio a guardare i monaci pregare e cantare

la sera ristorante francese, ormai abbiamo un nostro modo di interagire alternando cazzeggio e cose serie – questo viaggio è capitato al momento giusto, lei sta diventando grande e penso che nel nostro rapporto resterà sempre presente il ricordo di questo tempo vissuto insieme